Economia

PERCHE’ L’ITALIA DEVE PRENDERE IL MES

In quest’anno che ci ricorderemo a lungo in cui abbiamo sentito purtroppo troppe volte la parola Covid 19, coronavirus, mascherine, distanziamento sociale, tamponi, sanificazione, pandemia, vaccini ecc. c’è un altro termine che viene citato molte volte nei telegiornali, talk show, sui giornali o in rete ed è il MES Meccanismo Europeo di Stabilità. I politici fanno continue dichiarazioni sulla necessità o meno di aderire a questo istituto con argomentazioni più o meno ideologiche facendo molti proclami e parlandone talvolta in maniera poco chiara. Ma gli italiani sanno di cosa questi signori stanno parlando? Probabilmente non tutti ne sono a conoscenza. Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza. 

Il MES Meccanismo Europeo di Stabilità detto anche Fondo Salva Stati è un’organizzazione internazionale nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro.

Il sostegno, però è sottoposto ad una stretta condizionalità. Si tratta di uno strumento a disposizione dell’Unione Economica e monetaria e gli Stati per ottenerlo devono adottare le misure necessarie alla stabilità economica avendo come punto fermo il principio della responsabilità delle finanze pubbliche.

Non è uno strumento nuovo infatti esiste dal 2012 ed è già stato utilizzato dalla Grecia, Irlanda, Portogallo, Malta, Cipro che ne hanno usufruito quando erano in una situazione particolarmente difficile e onestamente bisogna dire che soprattutto per la Grecia e Malta restituire il prestito ha costretto i cittadini di quegli Stati a fare dei sacrifici enormi.

Ma in questo caso non è così. Perché l’arrivo del coronavirus ha mutato la situazione, lo strumento MES si è ammorbidito e fatto si che l’eventuale intervento a favore dell’Italia non fosse “lacrime e sangue”.

Chiariamolo subito. Questo non è un contributo dato a fondo perduto, è un prestito a tutti gli effetti, ma a condizioni economiche molto vantaggiose. Stiamo parlando dello 0,08% annuo. E oltretutto l’importo è anche cospicuo, circa 37 miliardi di €.

Un altro interessante motivo a favore del MES è che questi soldi, a differenza dei soldi per il recovery fund che arriverebbero a metà dell’anno 2021, se richiesti subito potrebbero arrivare addirittura già alla fine di quest’anno e ciò sarebbe un’enorme boccata di ossigeno per i conti dissestati della nostra bell’Italia.

La condizione è che il richiedente cioè lo Stato si impegna a usare i fondi per la crisi pandemica per sostenere il finanziamento delle spese sanitarie, di cura e prevenzione, dirette o indirette dovute al Covid.

Non voglio entrare nella polemica politica che vede il M5S, Lega e Fratelli d’Italia che non lo vogliono chiedere e gli altri partiti che invece sono a favore, io voglio parlare dal punto di vista strettamente economico.

Questa sarebbe una enorme possibilità da parte dell’Italia per rifondare completamente la Sanità Pubblica.

Ora è indubbio che tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni (anche se a sentire loro non è così) hanno depauperato la sanità Pubblica. Da una parte per motivi politici hanno aumentato moltissimo (soprattutto in certe regioni) le strutture private, dall’altra per diminuire i costi hanno razionalizzato le strutture. Per esempio sono stati chiusi nei piccoli centri gli ospedali e i Pronto Soccorso  che sono stati accorpati in mega strutture dove i cittadini devono rivolgersi. Enormi ospedali situati nelle grandi città a scapito dei piccoli centri.

Io ricordo che quando sono venuto ad abitare a Muggia (TS) negli anni 80 la cittadina di circa 13000 abitanti disponeva di un Pronto Soccorso, di un poliambulatorio ed esistevano addirittura alcune stanze di degenza. Senza contare la presenza fissa in loco di n. 2 ambulanze. Questa presenza alla cittadinanza dava enorme fiducia e sicurezza. Ebbene nel corso di questi anni sono rimasti solamente degli ambulatori per le visite e l’unica ambulanza è situata a qualche km di distanza.

Questo è solamente un esempio ma vale per tutto il territorio nazionale. Per questo io auspico che il governo faccia richiesta di questi 37 miliardi e metta mano ad un modo diverso di concepire la sanità pubblica. Con più strutture, presenza sul territorio e ospedali che non guardino solamente a contenere i costi. Un paese civile oltre all’istruzione, alla giustizia, all’industria deve anche avere un sistema sanitario moderno, efficiente, e dove le persone che ivi lavorano siano preparate. Un paese che dia a tutti i cittadini sicurezza e garanzia. Che si applichi cioè una riforma di ampio respiro per far si che quella che era stata definita “ una delle migliori sanità pubbliche d’Europa” ritorni tale.  

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