Pensioni

ATTENZIONE AL COLPO DI CODA DI QUOTA 100

Durante tutta la campagna elettorale per le elezioni politiche dell’anno 2018, la Lega e Matteo Salvini in particolare avevano sempre affermato che in caso di vittoria uno dei provvedimenti principali che avrebbero attuato sarebbe stato quello di eliminare la odiatissima legge Fornero con la contestuale approvazione di una nuova legge sulla previdenza.

Le elezioni in realtà in quell’anno furono vinte dal M5S che prese oltre il 32,6% dei consensi. Il PD prese 18,7% e la Lega il 17,3% dei voti degli italiani. Dopo un primo velocissimo annusamento tra M5S e il PD, che erano i due partiti che avevano preso più voti, poi andato miseramente a finire, sorse la possibilità di potere far nascere un governo che mai nessuno poteva minimamente immaginare. Un Governo M5S-Lega, meglio conosciuto come il Governo Giallo/Verde. I due capi partito Di Maio e Salvini, che entrambi avrebbero voluto essere a capo del Governo, trovarono allora l’escamotage di essere alla pari entrambi Vicepresidenti del Consiglio e, dal momento che i 5Stelle avevano avuto molti più voti, fu scelto da Di Maio un Presidente del Consiglio di area 5Stelle assolutamente sconosciuto che di professione faceva l’avvocato e che secondo i piani dei due capi partito sarebbe dovuto essere poco più che un burattino: Giuseppe Conte.

Sappiamo poi che dopo alcuni mesi in cui effettivamente rimase nell’ombra Giuseppe Conte impose la sua leadership e assunse pienamente quelle che erano le sue responsabilità e i suoi poteri.

I due partiti al Governo si divisero i compiti per far approvare quelli che erano i loro cavalli di battaglia durante la campagna elettorale. Il reddito di cittadinanza per i 5Stelle e l’abolizione delle legge Fornero con la conseguente approvazione di una nuova legge previdenziale per la Lega.

Ma se i 5 Stelle, seppure con molti contrasti da parte dell’opposizione, riuscirono in tempi relativamente brevi a far approvare dal Parlamento il reddito di cittadinanza, non fu assolutamente facile per la Lega che, oltre ad una opposizione interna, trovò molta fatica a demolire la legge Fornero da parte della Commissione Europea che si mise di traverso e permise solamente l’approvazione di una legge sperimentale di durata triennale valida cioè solamente per le annualità 2019-2020-2021. Stiamo parlando della famosa Quota 100.

Ebbene, questa legge che venne alla luce nell’aprile 2019 dava la possibilità a chi avesse almeno 38 anni di contributi, oltre ad un’età anagrafica di almeno 62 anni, di poter andare in pensione anticipatamente rispetto alla legge Fornero ed oltretutto senza alcuna penalizzazione.

Nelle previsioni di Salvini, questa legge avrebbe dovuto nei tre anni permettere a quasi un milione di italiani di poter lasciare il mondo del lavoro. Si sarebbe cioè creato un ricambio generazionale che avrebbe potuto permettere ad almeno 500.000 italiani di trovare un nuovo posto di lavoro.

Le cose però non sono andate così e se togliamo i primi mesi in cui effettivamente le domande erano circa 3.000 al giorno (anche perché nell’anno 2019 vi era la sommatoria di più anni precedenti), quest’anno in particolare le domande sono scese a non più di 250 al giorno. Questo calo di domande potrebbe essere dovuto anche al Covid-19. Le persone a causa di questa terribile pandemia che ha colpito tutto il mondo e ovviamente anche l’Italia non se la sono sentita in questo clima di incertezza di lasciare il posto di lavoro, essendoci comunque tra stipendio (comprensivo talvolta anche di indennità) e pensione una certa differenza economica.

Chiariamo, infatti, che anche se Quota 100 non prevede alcuna penalizzazione in termini assoluti è del tutto evidente che effettuando meno versamenti previdenziali, a causa degli anni mancanti, si avrà di conseguenza una piccola riduzione dell’assegno pensionistico rispetto alla legge Fornero.

Ora, però, si potrà aprire un altro scenario. Uno scenario che probabilmente darà un impulso a Quota 100 nella seconda metà dell’anno 2021.

Può essere infatti che molti italiani abbiano rinunciato a fare domanda per Quota 100 in questo periodo pensando che in prossimità della scadenza questa fosse riproposta e che potesse andare anche oltre l’anno 2021. Questo non sarà possibile perché Giuseppe Conte ha comunicato ufficialmente che la legge su Quota 100 non sarà ripresentata e terminerà i suoi effetti alla fine dell’anno 2021. A questo proposito dobbiamo ricordare che la Legge attuale prevede “la cristallizzazione del diritto” per cui chi possiede i famosi requisiti di 38 anni di contributi, sommati ai 62 anni di età, potrà andare in pensione negli anni successivi quando lo desidera.

Inoltre, si spera finalmente che nel corso dell’estate di questo Covid-19 non rimanga che il ricordo e che le persone, con la certezza che la legge non sarà ripresentata, faranno sì che chi è intenzionato ad uscire dal mondo del lavoro si possa recare in tutta serenità e calma nei vari patronati a presentare la domanda. Si può prevedere pertanto che gli ultimi mesi dell’anno 2021 daranno un ulteriore impulso a questa legge e che ci sarà nuovamente un boom di domande per poter andare in pensione.

La vignetta di Michele

3 pensieri su “ATTENZIONE AL COLPO DI CODA DI QUOTA 100”

  1. Io ho fatto la domanda per quota cento e andrò in pensione il primo settembre 2021! Sono un’insegmante Con 40 anni e undici mesi di contributi! Qualcuno ha scritto che la penalizzazione sarà molto esosa addirittura qualcuno ha affermato di prendere 1450€! Io prendo 1880€! Quanto perderò secondo lei? Semplice curiosità! Cari caf mi hanno dato importi diversi! L’ultimo cud era 31105€!

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    1. Cara Ornella, sapere quanto prenderà di pensione è ovviamente impossibile e solamente i patronati con la documentazione potrà farle i calcoli precisi. Anche perché bisognerebbe sapere se lei é nel sistema retributivo fino al 2011 o nel misto. In più bisognerebbe anche sapere la sua età. La cifra che mi ha indicato comunque mi sembra leggermente più bassa della realtà.
      Distinti saluti
      Mauro Marino

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