Pensioni

PENSIONI: TORNA LA FORNERO?

Siamo in piena crisi di governo e anche sul fronte della previdenza il futuro non ci prospetta niente di buono. Alla fine dell’anno infatti va in scadenza la ormai famosissima “quota 100” ed al momento ancora nulla è stata fatto per avere una nuova legge sulle pensioni che vada a sostituire la legge Fornero.

Nel frattempo la situazione politicamente sta precipitando. Conte, non riuscendo a raggiungere i numeri sufficienti a governare dopo l’abbandono di Italia Viva, è stato costretto a rassegnare le dimissioni. E nella giornata del 27 gennaio sono cominciate le consultazioni dei vari partiti politici con il Presidente delle Repubblica. Si aprono, adesso, diversi scenari all’orizzonte. Un Conte Ter, un governo con un nuovo Presidente del Consiglio recuperando Italia Viva, un governo istituzionale, un governo tecnico, oppure quello che tutti escludevano ma che incombe sempre più minaccioso: le elezioni anticipate.

Tutti questi scenari e principalmente quello delle elezioni anticipate, che faranno perdere diverso tempo. In una situazione sanitaria ancora molto sotto pressione con circa 12.000 contagi e 400 decessi giornalieri. E con una situazione economica che nel 2021 non riuscirà a rispettare le previsioni ottimistiche che erano state fatte qualche settimana fa. Questo perché la pandemia è ancora lungi dall’essere sconfitta e si protrarrà sicuramente per tutto l’anno 2021.

C’è poi il grosso problema dei vaccini. I due principali fornitori La Pfizer e Astrazeneca sono in ritardo nella produzione e conseguente distribuzione del farmaco. Per cui non basterà tutto l’anno per vaccinare almeno 40.000.000 di italiani e poter raggiugere la famosa “immunità di gregge”.

Abbiamo infine il discorso del Next Generation Eu. I famosi 209 miliardi che l’Europa ci dovrebbe dare nei prossimi anni in cambio però di attuare quelle riforme che il paese aspetta da oltre trent’anni. Ma per quanto riguarda l’Europa la riforma previdenziale non è all’attualità!!

Per l’Europa, cioè, la riforma previdenziale è quella che già esiste: la riforma Fornero. Per quanto riguarda l’Europa alla fine della scellerata “quota 100” che termina alla fine dell’anno non c’è nessun problema. L’Italia ha la legge pronta, giusta e perfettamente sostenibile.

Ha sopportato i tre anni di quota 100 e adesso condiziona l’erogazione dei fondi del Next Generation Eu ad una sostenibilità del capitolo previdenziale.

Già in questi giorni ci sono stati problemi con La Spagna. L’Europa ha condizionato l’erogazione dei fondi a patto di ridurre la spesa pensionistica nella penisola iberica. A suo parere troppo onerosa. Non ci vorrà molto perché lo stesso discorso venga fatto anche all’Italia. Nei mesi scorsi, quando ancora la crisi politica non era all’orizzonte, ci erano stati i primi incontri governo/parti sociali per cominciare a discutere una nuova legge previdenziale che potesse entrare in vigore il 1° gennaio 2022. Così da eliminare il famoso “scalone” di cinque anni da 62 a 67 anni che si verrebbe a creare il 1° gennaio 2022 alla scadenza di “quota 100”. Erano circolate voci di una eventuale quota 102 (64 anni di età sommati ai 38 anni di contributi), si era accennato ad una possibile quota rosa per venire incontro alle donne, si era parlato, finalmente, di separare l’assistenza dalla previdenza. Si erano in sostanza messe le basi di una nuova buona legge previdenziale. Adesso, l’improvviso stop della crisi di governo e il ricatto dell’Europa sui fondi del Next Generation Eu non fanno presagire nulla di buono.

Qualsiasi sarà la maggioranza che uscirà dalle eventuali elezioni politiche avrà enormi difficoltà ad avere una legge pensionistica sostenibile. Dovrà sostenere un duro confronto con l’Europa per proporre una buona legge previdenziale per avere condizioni migliori per i lavoratori ed evitare l’incombere di quella legge che tanto ha danneggiato e irritato tutti gli Italiani.

La vignetta di Michele

Articolo pubblicato su: Stretto web

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