Pensioni

L’EDITORIALE di MM (7/3/2021)

COSA CI COMBINI DURIGON?

Questa settimana parliamo di una proposta di legge presentata in realtà l’11 gennaio 2021, quasi alla chetichella, e che è stata portata alla luce in questi giorni da alcune testate che si occupano di materia previdenziale.

Stiamo parlando della famosa proposta di legge N. 2855 presentata alla Camera dei deputati da una trentina di onorevoli, prima firma Claudio Durigon. Si, proprio lui, l’attuale Sottosegretario al MEF, ed ex Sottosegretario al Lavoro con delega alla previdenza.  

Ebbene, questa proposta, per superare la quota 100 e non incorrere nella legge Fornero recita “a decorrere dal 1° gennaio 2022 l’accesso alla pensione anticipata è consentito a condizione che risulti maturata un’anzianità contributiva di 41 anni”. E poi prosegue la pensione è liquidata dall’INPS secondo le regole di calcolo del sistema contributivo”.

E no caro Durigon, non ci siamo! Dopo avere per anni proposto quota 41 per tutti, ai primi di gennaio 2021, quasi alla chetichella si presenta una proposta di legge che consente si di andare in pensione con 41 anni di contributi, ma costringendo le persone, dopo ben 41 anni, a scegliere il metodo completamente contributivo.

E’ indubbiamente una presa per i fondelli. Dopo aver svolto 41 anni di lavoro finalmente ne esci  perdendo però almeno il 20% per cento del tuo assegno previdenziale!

Non è di questo che abbiamo bisogno. Non sono questi i sistemi per soddisfare i lavoratori.

Noi abbiamo bisogno dal 2022 di una riforma previdenziale di ampio respiro che tuteli sia chi sta andando in pensione, operando una flessibilità, ma che pensi ai giovani, che sono i più penalizzati perché hanno carriere molto discontinue e iniziano a lavorare molto tardi. E dobbiamo pensare anche alle donne per il doppio lavoro che svolgono sul lavoro e a casa, dobbiamo inoltre avere un occhio particolare per i “caregiver”. Bisogna poi pensare a chi svolge lavori usuranti, a chi viene espulso dal mondo del lavoro in tarda età e non riesce più a rientrare.

Non abbiamo bisogno di proposte buttate lì come fumo negli occhi e che poi penalizzano molto i lavoratori ma bensì di proposte concrete. Le tematiche da affrontare sono molteplici, bisogna aprire immediatamente i tavoli di contrattazione per creare una nuova legge previdenziale che soddisfi tutti e che sia duratura e con la certezza del diritto, ne abbiamo l’esigenza e dobbiamo cogliere questa opportunità di avere nella maggioranza di governo rappresentato quasi tutto l’arco costituzionale.

1 pensiero su “L’EDITORIALE di MM (7/3/2021)”

  1. Penso che una proposta del genere, dopo aver sbandierato per mesi quota 41 senza penalizzazioni, sia indecente, si vergognino e ricordino che gli elettori non dimenticano……

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