Pensioni

L’EDITORIALE DI MM (14/3/2021)

E NO CARO BRUNETTA COSI’ NON VA!

Questa settimana la nostra attenzione si sofferma sul “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e della coesione sociale” che è stato siglato nei giorni scorsi tra il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e i segretari Generali di Cgil, Cisl, Uil e che riguarda lo smart working, le corrette relazioni sindacali, la formazione, il contratto di lavoro e la necessità di istituire concorsi di personale con competenze specifiche per affrontare i nuovi servizi e i mutati bisogni dei cittadini.

Fin qui tutto bene. A margine di quest’accordo che risulta essere assolutamente positivo di adeguamento della pubblica amministrazione alle nuove tecnologie e alla necessità di essere sempre presenti ai bisogni dei cittadini, il Ministro Brunetta se ne esce con dichiarazioni un po’ estemporanee di incentivi a favore dei pubblici dipendenti all’uscita del mondo del lavoro. In pratica creare uno “scivolo” verso la pensione del personale anziano, poco motivato e professionalmente non all’altezza dei compiti sempre più sfidanti che la Pubblica Amministrazione deve affrontare.

E no caro Ministro Brunetta così non va!

Perché in questo momento di pandemia in cui tutti i cittadini stanno vivendo mesi terribili, con oltre 100.000 decessi in un anno, con ospedali pieni e terapie intensive al limite della capienza, un’affermazione del genere crea immediatamente delle divisioni tra i lavoratori.

In realtà il Ministro non si è soffermato sui particolari di come potrebbe essere effettuato questo “scivolo” cioè a chi riguarderebbe esattamente, a che età, se sarebbe a costo zero per il dipendente o se ci sarebbero delle penalizzazioni ecc. per cui il tutto è rimasto a livello di affermazioni senza alcuna presenza di documentazione.

Ma, il solo ipotizzare una cosa del genere è già di per sé negativo. Ed infatti sui social già si stanno scontrando dipendenti pubblici e privati che portano avanti le loro argomentazioni sui vantaggi o meno delle due categorie.

E’ proprio quello di cui non abbiamo bisogno.

Sono stato anch’io un dipendente pubblico per 42 anni e so quanto di buono stanno facendo i pubblici dipendenti in questa pandemia e quanto essi siano necessari nei servizi da offrire ai cittadini, ma parlare in questo momento di questa possibilità mi sembra assolutamente inopportuno. Spero, pertanto vivamente che queste affermazioni rientrino e mi sorprendo un po’ sentire che i sindacati  non avrebbero scartato a priori questa eventualità.

Noi abbiamo bisogno, invece, immediatamente di una nuova legge previdenziale che riguardi tutti, che sia attenta a tutte le variegate necessità dei lavoratori, dei giovani, delle donne, di chi svolge lavori usuranti, dei precoci, dei disoccupati, degli invalidi e non affermazioni che creano malumore e differenze tra cittadini facendo sentire alcuni di serie A ed altri di serie B.

2 pensieri su “L’EDITORIALE DI MM (14/3/2021)”

  1. Da Brunetta, non mi sarei mai aspettata una cosa del genere. Ha troppa esperienza e prendere posizioni solo per i dipendenti pubblici mi fa arrabbiare. Non ha ancora capito che devono smetterla di lavorare per sé stessi? Non hanno ancora capito che in una situazione pandemica, tutti abbiamo lo stesso diritto ad essere aiutati? No signor Brunetta, così non va!

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    1. MI fa piacere che sei sulla mia stessa lunghezza d’onda. In questo periodo di pandemia bisogna essere uniti e non creare ulteriori differenze e scontento tra i lavoratori.

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