Pensioni

MINISTRO ORLANDO COSI’ NON VA

Primi di aprile. Mancano meno nove mesi alla fine di quota 100. Mancano meno di nove mesi al ritorno prepotente della legge Fornero. Le persone sono sempre più disorientate e spaventate dall’idea di dover fare cinque anni in più di lavoro (dai 62 anni a 67 anni) per poter andare in pensione ed il neo Ministro del Lavoro Andrea Orlando se ne esce con alcune dichiarazioni temporeggianti.

In seguito a forti pressioni soprattutto da parte delle Organizzazioni Sindacali ma anche da parte di Associazioni di Categoria e da parte di cittadini organizzati in gruppi Facebook (dove sono iscritte decine di migliaia di persone) si è sollecitato il nuovo Ministro sulla soluzione dell’annoso problema della previdenza che tanto tormenta gli italiani ed Andrea Orlando sceglie una trasmissione radiofonica sull’emittente Radio 24 per affermare che all’attualità la riforma previdenziale non è all’ordine del giorno, che verrà affrontata in seguito dal momento che adesso è necessario affrontare altre priorità che riguardano in modo specifico il lavoro e chi il lavoro lo ha perduto. Che c’è il tempo necessario a preparare la riforma e che comunque le risorse a disposizione sono limitate.

E no caro Ministro, così non va. Non mi sembra proprio un buon inizio come nuovo Ministro del Lavoro.

Tutti conosciamo la drammatica situazione che stiamo vivendo nel paese con la pandemia che ha causato terribili danni nel mondo del lavoro. Siamo da mesi che affermiamo che alla fine del blocco dei licenziamenti decisi dal governo si rischierà di avere oltre 1.000.000 di posti del lavoro persi. E che di conseguenza la questione lavoro sia una della priorità da affrontare in questo momento.

Una delle priorità ma non l’unica.

Esistono i sottosegretari, i dirigenti amministrativi, i consulenti, i tecnici del Ministero. C’è una struttura organizzata. Il Ministro Orlando non è mica solo!

Per affrontare seriamente in tutti i suoi peculiari aspetti una nuova riforma previdenziale che possa essere duratura e che coinvolga tutte le categorie interessate, giovani, donne, precoci, disoccupati, chi svolge lavori usuranti, invalidi, persone che stanno avvicinandosi alla pensione, persone che sono già in pensione è necessario tempo per fare le cose per bene. Bisogna immediatamente iniziare a confrontarsi con le varie realtà che abbiamo nel paese. Solamente per scorporare previdenza e assistenza e per individuare i lavori usuranti necessitano dei mesi, come si può affermare “la questione della legge previdenziale sarà affrontata in seguito” ben sapendo che in Italia servono dei mesi anche per questioni di poca importanza. Per un argomento così impattante sulla vita dei cittadini, ci vogliono tempo, serietà, chiarezza di idee e soprattutto fondi a disposizione.  

Ma lo sa il caro Ministro Orlando che le persone sono completamente disorientate. Alcune pensano (e forse sperano) che alla fine la quota 100 sarà riproposta magari per atri tre anni o al limite ancora per un anno. Altri, dipendenti pubblici, aspettano a fare domanda per quota 100 perché in seguito alle affermazioni assolutamente inopportune del Ministro della P.A. Brunetta aspettano la fine dell’anno perché sperano in uno scivolo di cinque anni con la possibilità di uscire dal mondo del lavoro a 62 anni con i contributi pagati dallo Stato e senza alcuna penalizzazione. Altri parlano di quota 92 (62 anni di età sommati a solo 30 di contributi, però applicando il sistema di calcolo contributivo). Altri ancora parlano di quota 102 (64 anni di età sommati a 38 di contributi) con penalizzazione del 3% annuo per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni, infine la Lega parla di 41 anni di contributi per tutti però anche in questo caso con calcolo contributivo.

Insomma, un caos totale, alimentato da importanti esponenti di vari partiti che in trasmissioni televisive o radiofoniche o in estemporanee interviste per strada fanno delle dichiarazioni che poi impattano terribilmente sulla pelle dei cittadini.

E poi il Ministro competente in questa materia, colui il quale dovrebbe fare chiarezza e dare rassicurazioni ai lavoratori se ne esce con affermazioni che prendono tempo e che denunciano la scarsezza dei fondi a disposizione.

A meno che….

A meno che, ma non voglio essere cattivo profeta, l’intendimento sia quello, trincerandosi dietro alla pandemia, di far passare il tempo, tanto la legge Fornero c’è già ed è molto gradita all’Europa, e poi arrivare alla fine dell’anno per fare piccoli interventi di facciata e non affrontare per l’ennesima volta il problema previdenziale che così tanto assilla gli italiani.

La vignetta di Michele

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

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