Pensioni

APPELLO AL MINISTRO ORLANDO

Caro Ministro Orlando, come ben sai il tempo stringe. Mancano solamente otto mesi alla fine di quota 100 e al ritorno prepotente della legge Fornero.

So perfettamente che a una precisa domanda tu hai risposto “La riforma delle pensioni verrà affrontata solo in un secondo momento, non prima di aver avviato il lavoro su altre due questioni più importanti, quali la riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive”.

Ma vedi, non è questa la risposta che si aspettavano milioni di italiani. Tu parli di dover affrontare la riforma delle pensioni in un secondo momento, ma siamo già in netto ritardo se si vogliono fare le cose per bene. Otto mesi con una estate di mezzo e in piena pandemia sono pochissimi se non si interviene immediatamente. Abbiamo un’opportunità unica. Nel governo ci siete praticamente tutti ad eccezione di F.lli d’Italia, è pertanto un’occasione da non lasciarsi sfuggire per far partecipare alla stesura della legge quasi tutte le forze dell’arco costituzionale. Si potrà pertanto varare una nuova legge previdenziale che possa accontentare tutte le anime rappresentate dai vari partiti, vale a dire lavoratori dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi, imprenditori, aziende e le varie associazioni di categoria, tutti gli attori che hanno interesse ad un equo futuro previdenziale.

Devo dire che le tue dichiarazioni hanno molto sconcertato i milioni di pensionandi che si aspettano da questo governo, dopo gli enormi sacrifici che stanno facendo a causa di questa pandemia una giusta, equa, duratura legge previdenziale. E’ chiaro a tutti, ormai, che la legge Fornero, che è stata fatta in maniera frettolosa quasi dieci anni fa in un contesto difficilissimo per l’Italia ormai non è assolutamente adeguata alla realtà odierna. Consideriamo che siamo ancora in piena pandemia. Che questa ha causato fino ad ora oltre 115.000 decessi e teniamo conto che solamente nell’anno 2020 l’aspettativa di vita è scesa di 1 anno e 5 mesi (da 83 anni e 6 mesi a 82 anni e 1 mese), vanificando la crescita che si era registrata in quasi vent’anni. Se poi aggiungiamo che l’anno 2021 confermerà purtroppo questo dato, (fino ad ora nel 2021 abbiamo già oltre 30.000 decessi) avremo un’altra consistente riduzione dell’aspettativa di vita. Di questo nella nuova legge previdenziale bisognerà assolutamente che ne teniate conto. Per esempio riducendo almeno di due anni da 67 anni a 65 anni la pensione di vecchiaia e portando le pensioni anticipate a 41 anni per tutti. Dovete poi tenere conto delle persone che non ce la fanno più e operare una flessibilità in uscita a partire da 62 anni con una minima riduzione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 65 anni.

Ricordatevi poi di eliminare quell’assurdo sistema delle finestre. Una persona appena raggiunge i requisisti richiesti deve poter andare via immediatamente. E finalmente separate la previdenza dall’assistenza altrimenti in Europa ci prenderanno sempre per quelli che più spendiamo per questo capitolo di spesa. Date aiuto ai disoccupati, ai lavoratori precoci, ai parzialmente invalidi facendoli uscire prima (60 anni?) dal mondo del lavoro.

Dovete poi assolutamente correggere in aumento i coefficienti di trasformazione vale a dire i parametri utilizzati per calcolare il montante contributivo in modo che le persone che oramai hanno per 2/3 il sistema contributivo abbiamo pensioni almeno dignitose.

E poi da ultimo ma molto, molto importante fate qualcosa per i giovani che sono i più penalizzati da questa situazione. Non trovano lavoro, hanno carriere molto discontinue e con stipendi molto bassi che non permettono nemmeno di pagarsi una previdenza complementare, (che dovrebbe avere una deducibilità portata al 50% di quanto versato). Questi giovani che cominciano, se va bene, a lavorare a 30-35 anni mai potranno arrivare a 41 anni di contribuzione, per loro deve essere istituito un fondo pubblico per coprire i troppi buchi contributivi che avranno.

Come vedi caro Ministro le cose da fare sono parecchie, per questo motivo le tue affermazioni sono state irrispettose per tutti coloro che aspettano notizie con ansia e trepidazione e che devono sapere in anticipo le regole del gioco per operare in piena serenità le proprie scelte di vita.

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

2 pensieri su “APPELLO AL MINISTRO ORLANDO”

  1. carissimo mauro alla tua breve precisa e reale analisi manca un elemento fondamentale costringere un lavoratore edile o qualsiasi altro lavoratore con 67 anni di eta’e’ semplicemente ABOMINEVOLE per la semplice ragione che infierire su donne e uomini di questa eta’ costituisce un CRIMINE CONTRO L’UMANITA’ la cosa piu’grave a che il ministro millanta l’appartenenza ad una forza progressista

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  2. Infatti io dico di uscire dal mondo del lavoro con 41vanni di contributi e di fissare il i limite a 65 anni con la possibilità di uscire da 62 anni con una lieve penalizzazione.
    Grazie
    Buona serata

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