Economia

NON SI PARLA PIU’ DI EVASIONE FISCALE

Da un po’ di tempo a questa parte anche a causa della pandemia che ormai da un anno e mezzo sta monopolizzando, purtroppo, la vita degli italiani non si parla quasi più di evasione fiscale.

Ho lavorato per oltre 40 anni all’Agenzia delle Entrate e ricordo che ad ogni governo che si succedeva nella storia ancora breve della repubblica italiana uno dei punti fondamentali era appunto la lotta all’evasione fiscale. Innanzi tutto distinguiamo tra i due casi di elusione fiscale ed evasione fiscale. L’elusione fiscale si può definire come la messa in pratica di comportamenti che indirettamente portano alla diminuzione del prelievo fiscale. In questo caso la sanzione è solamente amministrativa. L’evasione fiscale invece è una serie di comportamenti e metodi che hanno come obiettivo quello di ridurre o eliminare il prelievo fiscale attraverso pratiche che violino leggi e norme fiscali. Ed in questo caso la sanzione oltre che amministrativa può anche essere penale.

E’ difficilissimo stabilire a quanto ammonta ogni anno l’evasione fiscale in Italia ma quasi tutti sono concordi nell’affermare che superi abbondantemente i 100 miliardi di € l’anno. C’è chi si spinge oltre e parla di 150 miliardi di €, ma probabilmente una cifra tra i 110/120 miliardi di € annui è l’importo più corretto.

Questo importo mostruoso è costituito da varie voci. Lavoro nero, economia criminale, evasione di società di capitali, big company, lavoratori autonomi e piccole imprese.

Certamente esiste l’evasione fiscale causata dagli scontrini non emessi o dalle ricevute non effettate da parte di bar, ristoranti, o ricevute non compilate da parte di idraulici, elettricisti, piccoli commercianti, lavoratori dediti alla piccola edilizia ecc.

Ma questo tipo di evasione sarebbe facilissimo da sconfiggere. Basta attuare il famoso contrasto di interessi che già esiste per esempio nel caso di ristrutturazioni edilizie e nel settore delle visite mediche. Ti chiedo la ricevuta o la fattura perché la posso mettere in detrazione dalla mia dichiarazione dei redditi. Questo sistema si potrebbe estendere a tutte le spese. Potendo scalare ogni importo, anche minimo, praticamente tutti sarebbero indotti a richiedere scontrino o ricevuta. Qualcosa si è fatto estendendo molto i pagamenti con carte elettroniche. Ma questo sistema di pagamento deve essere un fatto culturale, come per esempio succede negli Stati Uniti o nei paesi del nord Europa che pagano con la moneta elettronica anche un caffè. Non deve, per raggiungere l’obiettivo di ridurre l’evasione, essere incentivata con un ristoro tipo cashback o con la lotteria degli scontrini. Con un costo, tra l’altro, considerevole per le casse dello Stato, di quasi 5 miliardi di €.

A mio parere bisognerebbe assegnare all’Agenzia delle Entrate il compito di concentrarsi sul recupero dell’evasione delle grandi aziende e delle multinazionali. L’Agenzia è già riuscita a far pagare negli anni scorsi a colossi come Apple 318 milioni, Google 306 milioni, Amazon 100 milioni, Facebook 106 milioni. Sono somme importanti ma assolutamente minimali rispetto a quello che si potrebbe far pagare a questi colossi del web che fatturano miliardi di € qui in Italia. Inoltre è necessario operare una lotta accanita alla criminalità organizzata che è un’altra delle voci importanti dell’evasione fiscale.

Ma ci si rende conto di quello che si potrebbe fare se si riuscisse a recuperare di evasione solamente la metà dell’evaso annuo? Altro che riforma dell’IRPEF e riforma previdenziale.

L’Irpef potrebbe finalmente diminuire creando una no tax area fino a 12.000 € annui. Si potrebbero ridisegnare gli scaloni riducendoli dagli attuali cinque a quattro e diminuire sensibilmente le imposte agli italiani che non ce la fanno più. Per quanto riguarda la riforma previdenziale poi si potrebbe attuare immediatamente l’abolizione della legge Fornero. Finalmente tutti potrebbero uscire dal mondo del lavoro a 62 anni e 40 anni di contributi.

Sogni? Assolutamente no. Sono obiettivi che si possono perseguire. Ma anche i cittadini devono fare la loro parte. Avendo coscienza che se tutti insieme facciamo qualcosa tutti ne beneficeremmo. E poi è necessario che anche la classe politica dirigente si dia una mossa. Accantonando interessi partitici ed elettorali ed essendo coesa al raggiungimento degli obiettivi per far sì che l’Italia diventi finalmente un paese moderno, civile e democratico.

La vignetta di Michele

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...