Pensioni

L’EDITORIALE di MM (23/05/2021)

MENO MALE CHE CI SONO I GRUPPI FACEBOOK

Fino ad una ventina di anni fa quando non esisteva internet tutte le problematiche inerenti il lavoro e la lotta per i diritti dei lavoratori erano appannaggio dei sindacati che li rappresentavano negli incontri con le aziende ed erano gli unici a fornire notizie sull’andamento degli incontri e sulla strategia da attuare per raggiungere gli obiettivi.

I sindacati erano l’unico punto di riferimento per i lavoratori ed erano in grado di organizzare manifestazioni in pochissimo tempo con un’organizzazione invidiabile dando sostegno ai lavoratori.

Senza andare troppo indietro nel tempo quando all’inizio della loro storia i sindacati organizzavano scioperi che in alcuni casi sono durati dei mesi e i lavoratori oltre ad avere la solidarietà delle famiglie avevano anche un contributo economico da parte del sindacato, ricordo perfettamente che quando si organizzavano imponenti manifestazioni nazionali nella Capitale venivano messi a disposizione dei pullman gratuiti che partivano da ogni regione italiana oltre alla consegna di cestini per il pranzo. In pratica al lavoratore quella giornata romana con costava nulla.

Poi con il tempo i sindacati, in particolare la cosiddetta triplice CGIL, CISL, UIL sono progressivamente cambiati. Hanno voluto essere interlocutori privilegiati nello scenario politico, e infatti molti di loro sono poi passati alla carriera politica e si sono sempre più infiltrati nelle realtà economiche del paese Come tutti sappiano per esempio risiedono nei consigli di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS e dell’INAIL, nonché in alcuni CdA di Enti Pubblici e sono presenti anche nei Fondi Pensione di diverse categorie. Gestiscono CAF, organizzano convegni, corsi per concorsi pubblici e grazie alla loro rete di avvocati rappresentano in giudizio i lavoratori in occasione di controversie sul lavoro. Assolutamente cose importanti, ma la piazza? Il contatto reale con i lavoratori ed i loro problemi?

A quelli ci pensano i gruppi facebook. Si possono fare anche delle critiche a questi gruppi, ci sono sicuramente alcune persone che postano richieste assurde e di disturbo e ci sono persone che usano talvolta termini non appropriati, ma questi gruppi nati spontaneamente e che crescono sempre più rappresentano i cittadini, i loro reali problemi, i loro dubbi e le loro perplessità. Sono cioè veramente a contatto con le persone e fanno quello che i politici e i sindacati dovrebbero fare da tempo. Essere partecipi dei problemi del popolo e cercare di risolverli.

Soprattutto riguardo all’argomento pensioni ci sono dei gruppi e ne cito due in particolare DOPO QUOTA 100 e QUOTA 100 NOI DEL 1960, che sono molto propositivi e forniscono informazioni reali e corrette. Si stanno organizzando per esempio con altri gruppi per organizzare un presidio a Roma nel mese di giugno e successivamente per organizzare una grande manifestazione a settembre sempre nella capitale per portare avanti le istanze dei lavoratori. 41 anni di contributi o in alternativa 62 anni di età per poter andare in pensione. Hanno anche creato una mail: 41o62pensioni@gmail.com  dove tutti possono chiedere informazioni inerenti questo argomento. Queste sono cose concrete di contatto con i problemi dei lavoratori. Loro sono stati i primi a muoversi coinvolgendo migliaia di persone e costringendo anche i sindacati a fare qualcosa. Bisogna soltanto ringraziare questi gruppi e chi li rappresenta perché sono persone che senza avere alcun compenso e spendendo molto del loro tempo libero interpretano e cercano di risolvere i problemi dei lavoratori al posto dei sindacati che stanno perdendo progressivamente la loro peculiarità.

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