Pensioni

LETTERA APERTA AL MINISTRO ORLANDO

Oggi diamo voce a Vincenza Medici amministratrice del Gruppo Facebook DOPO QUOTA 100 e moderatrice del Gruppo Facebook QUOTA 100 NOI DEL 1960 che si rivolge direttamente al Ministro Orlando con una lettera aperta e che ringraziamo per averci inviato queste considerazioni che volentieri pubblichiamo.

Caro Ministro Orlando,

Come ben sai​ il tempo stringe. Mancano solamente​ sette mesi alla fine di quota 100 e al ritorno prepotente della legge Fornero.

Tutti sappiamo che ad una precisa domanda tu hai risposto “La riforma delle pensioni verrà affrontata solo in un secondo momento, non prima di aver avviato il lavoro su altre due questioni più importanti, quali la riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive”.
È  vero, successivamente hai anche detto che hai assegnato l’incarico alle commissioni lavoro e che entro giugno convocherai le parti sociali ma siamo ormai a fine maggio e non abbiamo ancora tue notizie precise.

Quelle che hai dato fino ad ora non sono le risposte che si aspettavano milioni di italiani.​ Tu parli di dover affrontare​ la riforma delle pensioni in un secondo momento,​ ma siamo già in netto ritardo​ se si vogliono fare le cose per bene.​

Abbiamo un’opportunità unica.​ Nel governo ci siete praticamente tutti ad eccezione di F.lli d’Italia, è pertanto un’occasione da non lasciarsi sfuggire per far partecipare​ alla stesura della legge​ quasi tutte le forze dell’arco costituzionale.

Si potrà pertanto varare una nuova legge previdenziale che possa accontentare tutte le anime rappresentate dai vari partiti, vale a dire lavoratori dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi, imprenditori, aziende e le varie associazioni di categoria, tutti gli attori che hanno interesse ad un equo futuro previdenziale.

Devo dire che le tue dichiarazioni hanno molto sconcertato i milioni di pensionandi​ che si aspettano da questo governo, dopo gli enormi sacrifici che stanno facendo a causa di questa pandemia una giusta, equa, duratura legge previdenziale.​

E’ chiaro a tutti, che la legge Fornero, che è stata fatta in maniera frettolosa quasi dieci anni fa in un contesto difficilissimo per l’Italia, ormai​ non è più adeguata alla realtà odierna soprattutto perché gli italiani hanno già pagato a sufficienza.

Consideriamo che siamo ancora in piena pandemia. Che questa ha causato fino ad ora oltre​ 124.000 decessi​ e teniamo conto che solamente nell’anno 2020 l’aspettativa di vita è scesa di 1 anno e 5 mesi​ (da 83 anni e 6 mesi a 82 anni e 1 mese) anche di questo nella nuova legge​ previdenziale bisognerà assolutamente che ne teniate conto.

Per esempio riducendo almeno di due anni da​ 67 anni a 65 anni la pensione di vecchiaia​ e portando le pensioni anticipate​ a 41 anni per tutti.​

Dovete poi tenere conto delle persone che non ce la fanno più e operare​ una flessibilità in​ uscita a partire da 62 anni con una minima riduzione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 65 anni.

Ricordatevi poi di eliminare quell’assurdo sistema delle finestre.​
Una persona appena raggiunge i requisisti richiesti deve poter andare via immediatamente.

E finalmente separate la previdenza dall’assistenza altrimenti in Europa ci prenderanno sempre per quelli che più spendiamo per questo capitolo di spesa.

Date aiuto ai disoccupati, ai lavoratori precoci, ai parzialmente invalidi facendoli uscire prima (60 anni?) dal mondo del lavoro.

Dovete poi assolutamente​ correggere in aumento i coefficienti di trasformazione​ vale a dire i parametri utilizzati per calcolare il montante contributivo in modo che le persone che oramai hanno per 2/3 il sistema contributivo abbiamo pensioni almeno dignitose.

E poi da ultimo ma molto, molto importante fate qualcosa per i giovani​ che sono i più penalizzati da questa situazione.

I giovani non devono SCAPPARE all’estero perché in Italia non trovano lavoro, hanno carriere molto discontinue e con stipendi molto bassi che non permettono nemmeno di pagarsi una previdenza complementare (che dovrebbe avere una deducibilità portata al 50% di quanto versato).

Questi giovani che cominciano, se va bene, a lavorare a 30-35 anni mai potranno arrivare a 41 anni di contributi,​ per loro deve essere istituito un fondo pubblico per coprire i troppi buchi contributivi che avranno.

I giovani devono iniziare a rimettere su famiglia e fare bambini.

Come vedi caro Ministro le cose da fare sono parecchie,​ per questo motivo le tue affermazioni sono state irrispettose per tutti coloro che aspettano notizie con ansia e trepidazione e che devono sapere in anticipo le regole del gioco per operare in piena serenità le proprie scelte di vita.

Però la fiducia e la speranza è ancora sufficiente ad aspettare qualche mese.

Nel frattempo abbiamo organizzato un primo sit in a Roma per farti conoscere il mondo dei lavoratori che aspettano una tua risposta….positiva alle loro richieste.

Ne seguiranno altre, perché i lavoratori non ce la fanno più e sono disposti a lottare a lungo perché vogliono riprendere in mano la propria vita.

Grazie ministro Orlando, confidiamo in un tuo intervento a favore dei lavoratori.

5 pensieri su “LETTERA APERTA AL MINISTRO ORLANDO”

  1. Mi piace.. Anche se metterei un limite di importo pensionistico dove la penalizzazione del 2% non è applicabile ad esempio 1200 euro al netto delle tasse

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