Pensioni

AH ORLANDO, ORLANDO E LE PENSIONI?

Il Ministro Orlando è ormai da oltre tre mesi seduto sulla poltrona di Ministro del Lavoro, ma per quanto riguarda la nuova legge previdenziale al momento non ha battuto un colpo. Un paio di mesi fa  ad una precisa domanda sull’argomento previdenziale aveva risposto “la riforma delle pensioni verrà affrontata solo in un secondo momento, non prima di aver avviato il lavoro su altre due questioni più importanti, quali la riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive”.
Poi successivamente, incalzato da più parti, ha corretto il tiro e durante un Question Time alla Camera dei Deputati ha affermato che le due commissioni relative alla classificazione e comparazione della spesa pubblica per finalità previdenziali ed assistenziali la prima ed alla gravosità dei lavori in relazione all’età anagrafica ed alle condizioni ambientali dei lavori la seconda hanno ripreso attivamente a riunirsi dal mese di aprile ed entro giugno porteranno a termine i lavori. 

Ha poi continuato affermando che “le proposte di intervento non possono più’ essere di carattere sperimentale o transitorio ma dovranno essere orientate in termini di sostenibilità ed equità e di una prospettiva di lungo periodo. Dovranno cioè avere carattere strutturale” concludendo che, presumibilmente nel mese di giugno, al termine del lavoro imprescindibile di approfondimento fatto dalle commissioni, convocherà le parti sociali per l’inizio delle trattative relative appunto alla nuova legge previdenziale.

Tutte belle parole ma al momento nulla di concreto. Eppure il tempo stringe. Mancano solamente sette mesi alla fine di quota 100 e al ritorno prepotente della legge Fornero.

E’ chiaro a tutti che la legge Fornero, che è stata fatta in maniera frettolosa quasi dieci anni fa in un contesto difficilissimo per l’Italia, ormai​ non è più adeguata alla realtà odierna anche perché oltre ai danni provocati agli esodati si è rivelata essere troppo rigida. Consideriamo che il paese è stato devastato dalla pandemia, che moltissime attività sono state azzerate e che ci vorranno anni per ritornare alla situazione preesistente. Il pericolo non è ancora passato e contiamo al momento oltre 125.000 decessi. Teniamo presente che nel solo 2020 l’aspettativa di vita è calata di 1 anno e 5 mesi. Tutti questi motivi devono far si che la pensione anticipata deve essere portata a 41 anni per tutti e c’è la necessita di operare una flessibilità in uscita a partire da 62 anni.

E separando la previdenza dall’assistenza si potrà finalmente dimostrare all’Europa che la spesa previdenziale in Italia non è del 17% del PIL ma bensì del 12%, perfettamente in linea con gli altri paesi europei e inferiore a quella di Germania e Francia.

Bisognerà poi fare qualcosa per i giovani​ che sono i più penalizzati da questa situazione. I giovani non devono scappare all’estero perché in Italia non trovano lavoro. Questi giovani che cominciano, se va bene, a lavorare a 30-35 anni mai potranno arrivare a 41 anni di contributi,​ per loro deve essere istituito un fondo pubblico per coprire i troppi buchi contributivi che avranno. I giovani devono iniziare a rimettere su famiglia e fare figli perché su di loro si basa il futuro della nazione.

Quindi il Ministro deve assolutamente accelerare su questo argomento che interessa milioni di italiani e non dedicarsi esclusivamente agli ammortizzatori sociali delle politiche attive del lavoro, dove tra l’altro in questi giorni sta inciampando sulla norma del blocco dei licenziamenti prorogato fino al 31 agosto 2021 scontentando sia i sindacati che lo volevano portato fino al 31 ottobre sia la Confindustria che lo voleva mantenere fino al 30 Giugno 2021. “Maneggio” poi sventato dal Premier Draghi che poi ha imposto il ripristino degli accordi precedenti.

La vignetta di Michele

Articolo pubblicato su: Il Nord Est Quotidiano

2 pensieri su “AH ORLANDO, ORLANDO E LE PENSIONI?”

  1. Signor Ministro le voglio dire che tutte le politiche fatte da 30 anni a venire e Stato un massacro nel nostro paese. Politica letteralmente sbagliata. Mi permetto di darle un Consiglio di uno che a la terza media…… Dare spazio ai giovani. Investimenti pubblici e privati. Tagliare la spesa improduttiva vigilare nelle regioni nei comuni e controllate le spese che fanno. Togliere subito reddito di cittadinanza. E controllare il territorio con gli ispettore del lavoro seri. ………..in fine quota 41 sono una vita e pesantissimo specialmente nel settore privato prenda atto di questo Consiglio…… Cordiali saluti

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    1. Sono perfettamente d’accordo con te. Solo su un punto sono in disaccordo il reddito di cittadinanza. In un paese civile e moderno bisogna dare un sostegno a chi ha perso il lavoro ma solo per un periodo limitato.

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