Pensioni

MENO MALE CHE CI SONO I GRUPPI FACEBOOK

Nella importantissima partita che si sta giocando sul fronte delle pensioni in questi mesi in relazione ad una nuova riforma previdenziale sembra che uno dei protagonisti più attesi e che è sempre stato presente negli ultimi cinquant’anni sia in quest’occasione completamente assente.

Sto parlando del sindacato.

Fino a non molti anni fa i sindacati rappresentavano i lavoratori e le loro istanze, poi con il passare del tempo sono cambiati. Hanno voluto essere interlocutori privilegiati nello scenario politico e si sono sempre più infiltrati nelle realtà economiche del paese. Risiedono, per esempio, nei consigli di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS e dell’INAIL, nonché in alcuni CdA di Enti Pubblici e sono presenti anche nei Fondi Pensione di diverse categorie. Gestiscono CAF, organizzano convegni, corsi per concorsi pubblici e grazie alla loro rete di avvocati rappresentano in giudizio i lavoratori in occasione di controversie sul lavoro. Assolutamente cose importanti ma stanno perdendo il contatto reale con i lavoratori ed i loro problemi.

Approssimandosi sempre più velocemente la scadenza di quota 100 e il prepotente ritorno della pessima legge Fornero dopo molti tentennamenti i sindacati il 4 maggio in diretta sui canali social hanno finalmente presentato una proposta unitaria di nuova legge previdenziale.

L’introduzione di una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età; il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, del lavoro di cura e delle donne; l’offerta di una prospettiva previdenziale anche ai più giovani attraverso l’introduzione di una pensione di garanzia; la tutela del potere d’acquisto dei pensionati e il rilancio della previdenza complementare.

Tra le ipotesi che sono sul tappeto, quella di Alberto Brambilla di quota 102, (64 anni di età sommati a  38 anni di contributi) o quella del presidente dell’INPS Tridico di un assegno previdenziale calcolato fino a 62/63 anni col sistema contributivo e poi a 67 anni con la parte di retributivo, sicuramente la proposta sindacale appare come la più organica, la più equa e la più strutturale.

Poi però? Nulla! Hanno richiesto a più riprese di essere ricevuti dal Ministro Orlando per l’inizio delle trattative ma si sono limitati a quello, non hanno organizzato alcuna manifestazione che coinvolgesse i lavoratori.  Da troppo tempo aspettano solamente la convocazione senza fare nulla

Per fortuna che si sono i gruppi facebook. Nati spontaneamente, crescono sempre più e rappresentano i cittadini, i loro reali problemi, i loro dubbi e le loro perplessità. Sono cioè veramente a contatto con le persone e fanno quello che i politici e i sindacati dovrebbero fare da tempo. Essere partecipi dei problemi del popolo e cercare di risolverli.

Soprattutto riguardo all’argomento pensioni ci sono due gruppi in particolare DOPO QUOTA 100 e QUOTA 100 NOI DEL 1960, che sono molto propositivi e forniscono informazioni reali e corrette. Sono riusciti con moltissima testardaggine ad organizzare per il 24 giugno 2021 dalle 9.30 alle 13.30 in Piazza Montecitorio a Roma (davanti alla Camera dei deputati) un sit-in di protesta per sensibilizzare il mondo politico sul problema delle pensioni che tanto fa stare in apprensione i cittadini.  E successivamente hanno intenzione di organizzare una grande manifestazione a settembre sempre nella capitale per portare avanti le istanze dei lavoratori. I due punti principali della proposta per una nuova legge previdenziale che vada a sostituire l’odiosa legge Fornero a partire dal 1 gennaio 2022 sono i 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica o in alternativa 62 anni di età per poter andare in pensione. Hanno anche creato una mail: 41o62pensioni@gmail.com  dove tutti possono chiedere informazioni inerenti questo argomento. Iniziative concrete di reale contatto con i problemi dei lavoratori. Essere stati i primi, e finora gli unici a muoversi riuscendo a coinvolgere migliaia di persone è solamente da apprezzare e bisogna soltanto ringraziare questi gruppi e chi li rappresenta perché sono persone che senza avere alcun compenso e spendendo molto del loro tempo libero interpretano e cercano di risolvere i problemi dei lavoratori.

E i sindacati? Al momento buio totale. Speriamo solamente che dopo questa iniziativa dei gruppi facebook del sit-in del 24 giugno a Roma, finalmente si sensibilizzino anche loro dando giusto supporto e sostegno ad una iniziativa assolutamente giusta e condivisibile e che tanto interessa i cittadini italiani. 

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

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