Pensioni

L’INTERESSANTE INIZIATIVA DEI LAVORATORI IL 24 GIUGNO A ROMA PER UNA NUOVA LEGGE PREVIDENZIALE

La situazione in tema di pensioni è in assoluta fase di stallo. Le parole del Ministro Orlando che aveva affermato la necessità di una nuova legge previdenziale che fosse anche strutturale e duratura aveva portato un po’ di ottimismo in milioni di lavoratori italiani.

Il Ministro poi aveva affermato che i lavori delle due commissioni la prima sul reale costo delle pensioni scorporato dalla previdenza e poi quella sulla diversa gravosità dei lavori stavano lavorando a pieno regime e che al termine dei lavori avrebbe convocato le parti sociali per l’inizio delle contrattazioni. Questo aveva dato un po’ di sollievo a milioni di lavoratori ma, il problema è che le commissioni termineranno i lavori non prima di luglio e considerando che in Italia tutto si ferma nel mese di agosto a questo punto è presumibile pensare che un reale inizio delle contrattazioni avverrà non prima del mese di settembre.

Un’ occasione persa perché Orlando aveva fatto trapelare che gli incontri sarebbero iniziati alla fine del mese di maggio e perdere altri tre mesi in questo momento è assolutamente un fatto negativo.

I lavoratori però non sono stati con le mani in mano. Sfruttando i canali social hanno organizzato per il giorno 24 giugno a Roma in Piazza Montecitorio dalle ore 9.30 alle ore 13.30 una manifestazione (autorizzata dalla questura) per sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni, i sindacati, i politici ma soprattutto il governo sulla necessità di modificare l’odiosa legge Fornero e dare agli italiani a conclusione della “quota 100” una nuova legge previdenziale a decorrere dal 1 gennaio 2022.

In un sistema lavorativo che ha già perso centinaia di migliaia di posti di lavoro, con l’aspettativa di vita che è calata di 1 anno e 5 cinque mesi, e con la perdita delle tutele sui licenziamenti ci saranno nei prossimi mesi conseguenze ancora più drammatiche. In quest’ottica potrebbe essere utile e funzionale un’uscita dal mondo del lavoro già a 62 anni con il calcolo pensionistico calcolato sulle quote effettivamente versate.

Le proposte dei lavoratori prevedono quindi da una parte un’uscita per tutti con 41 anni di contributi  e dall’altra un’uscita a 62 anni di età (con almeno 20 anni di contributi versati). Trattasi di un opzione, quindi basta che uno dei due requisiti sia raggiunto per poter accedere al pensionamento.

A tutela dei futuri pensionandi prevedere, per la parte calcolata col sistema contributivo, una valorizzazione del montante o del coefficiente di trasformazione, con garanzia di condizioni più favorevoli per l’accesso alla pensione delle categorie più deboli e di chi ha svolto lavori gravosi o usuranti. L’aumento inoltre dei lavori discontinui e a tempo determinato che coinvolgono in particolare i giovani, impone la necessità di intervenire anche sul fronte previdenziale al mero scopo di evitare un’emergenza sociale devastante.

Questa proposta dei lavoratori che organizzano il sit-in il 24 giugno a Roma è molto simile nel dettaglio alla proposta unitaria presentata dalle organizzazioni sindacali in particolare da CGIL-CISL-UIL nei primi giorni di maggio. Entrambe vogliono mettere definitivamente in soffitta l’odiatissima legge Fornero che tanti incubi ha provocato nei cittadini italiani. Quello che non si capisce è perché le parti sociali non si uniscano immediatamente a questa protesta davanti alla Camera dei Deputati ma stiano ancora a tentennare. Anche per i sindacati oltre che per i lavoratori si tratta di una opportunità da cogliere se vogliono mantenere quel contatto con le persone che negli anni stanno progressivamente perdendo. Lavoratori e sindacati uniti nel raggiungimento dell’obiettivo di una nuova, equa, strutturale, duratura nuova riforma previdenziale potrebbero portare quel valore aggiunto di iniziative ed idee a cui il Governo, che sta prendendo tempo per arrivare ad autunno inoltrato e inserire nella legge di bilancio alcuni minimi interventi in merito alla riforma previdenziale, non potrebbe non dare ascolto.

La vignetta di Michele

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

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