Politica

IL GOVERNO DRAGHI ARRIVERA’ AL 2023?

Il Governo Draghi fortemente voluto dal Presidente Matterella si appresta a compiere i primi sei mesi di vita. E’ un Governo che rappresenta la quasi totalità dell’emiciclo parlamentare e visto il periodo storico in cui è nato, assume le caratteristiche di un governo di unità nazionale. E’ parso chiaro a tutti che questo governo non sarebbe restato in carica solamente il tempo necessario per prepararsi alle elezioni da effettuare nell’estate del 2021 quando la pandemia avesse allentato la morsa. In quel caso Mattarella non avrebbe scomodato “l’economista italiano vivente più rappresentativo a livello mondiale”. E Draghi avrebbe puntato su figure meno impegnative come prefetti, magistrati o alte figure dei ranghi militari. Invece ha puntato su quel mix di tecnici e politici che ha un po’ disorientato tutti perché nelle sue intenzioni riteneva di aver messo in piedi qualcosa di solido e di duraturo.

Quindi il suo periodo temporale di guida dell’Italia doveva superare i sei mesi ed arrivare tranquillamente ad un anno. In questo anno Draghi avrebbe dovuto completare la campagna vaccinale anti Covid, presentare il piano per ottenere il Recovery, farlo accettare dall’Europa e iniziare ad attuarlo. Riguardo al Recovery proprio in questi giorni è volata a Roma Ursula von del Leyen che in pompa magna ha annunciato che il piano presentato dall’Italia è stato accettato con dieci A ed una sola B e che entro settembre giungeranno i primi 24,8 miliardi dei famosi 191,5 miliardi di € che affluiranno nel Bel Paese fino al 2026.

Matterella è stato nominato Presidente della Repubblica nel febbraio del 2015, terminerà il suo mandato nel febbraio 2022 e ha già affermato in svariate circostante che non ha alcuna intenzione di ricandidarsi per un nuovo settennato. Mario Draghi come nuovo inquilino del Quirinale è un’ipotesi che circola molto frequentemente nei salotti della politica anche perché sarebbe gradito ad una parte del centrodestra dopo che Berlusconi per ovvi motivi di età e di salute ha ormai definitivamente abbandonato quello che era il suo sogno più grande: diventare Presidente della Repubblica.

In teoria, quindi, sarebbe quasi tutto deciso. Draghi a febbraio si dimetterà, diventerà Presidente della Repubblica votato da tutti quelli che compongono l’attuale governo e si andrà alle elezioni nella primavera del 2022.

Ma? Nessuno lo ammette, nessuno lo conferma, nessuno nemmeno lo ipotizza. C’è un’ipotesi che potrebbe essere reale. Ci potrebbe essere una specie di accordo tra partiti dell’attuale maggioranza (e F.lli d’Italia non sarebbe totalmente contraria) a rieleggere Sergio Mattarella Presidente della Repubblica fino all’anno 2023. L’attuale Presidente ha già affermato pubblicamente il suo desiderio di terminare l’attività politica, ma per spirito istituzionale e poiché sarebbe per un solo anno accetterebbe la situazione. Draghi avrebbe ancora un anno per gestire la questione del Recovery ed inoltre potrebbe impostare quelle riforme della digitalizzazione della P.A, della giustizia e del fisco che l’Europa ci chiede e di cui l’Italia ha assolutamente bisogno. Si arriverebbe così alla fine naturale di questa difficilissima legislatura colpita dalla pandemia e che avuto ben tre maggioranze e si andrebbe finalmente a votare nella primavera dell’anno 2023. A quel punto dopo la formazione del nuovo governo Mattarella si dimetterebbe e Draghi andrebbe a ricoprire il ruolo di Capo dello Stato.

Fantapolitica? In Italia si sa, in politica, tutto è possibile ma in questo modo i partiti avrebbero tempo di organizzarsi, il Centrodestra potrebbe unirsi in un partito unico come auspica Berlusconi o federarsi come preferisce Salvini, il Centrosinistra superare le solite divisioni che da sempre lo contraddistinguono e vedere quel che resta del M5S che linea politica vorrà attuare.

Quello che si auspica è che una volta mandati i cittadini al voto si costituisca, finalmente, una maggioranza politica chiara che guidi l’Italia per cinque anni nella rinascita post pandemia.

La vignetta di Michele  

Articolo pubblicato su: Il Nord Est Quotidiano

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