Pensioni

MENO DI SEI MESI AL PREPOTENTE RITORNO DELLA FORNERO

Diciamolo francamente. In questi tre anni di “quota 100” con tutte le polemiche anche politiche che ci sono state su questa legge ci eravamo più o meno dimenticati della legge Fornero, quasi che fosse stata messa in soffitta ed un po’ dimenticata dagli italiani. Ora che si avvia lentamente alla conclusione “quota 100” si risente nuovamente parlare della legge Fornero e, come per incanto, fioccano le interviste e comparsate in TV della famosa prof.ssa che tanto ha disturbato gli italiani. Quello che sembra certo è che “quota 100” dovrebbe definitivamente alla fine dell’anno diventare un ricordo per tutti. Dico dovrebbe perché ogni tanto la Lega soprattutto con Durigon e Salvini magari parlando di argomenti non propriamente previdenziali tirano fuori “quota 100” per difendere il loro operato quando erano al governo ipotizzando, velatamente, che potrebbe anche essere prorogata per un altro anno dal momento che il costo per la casse dello Stato non sarebbe troppo elevato e oltretutto darebbe una boccata d’ossigeno agli italiani in questo terribile periodo di pandemia.

Queste affermazioni buttate lì con “nonchalance” non fanno altro che aggiungere ulteriore confusione ed ansia ai poveri lavoratori italiani perché di tutto avrebbero bisogno meno che di ulteriore incertezza proprio in questo brutto periodo. Se veramente nel governo presieduto da Draghi e dove Salvini si sente un po’ il traino della coalizione ci fosse questa ipotesi concreta di rinnovo allora è giusto e sacrosanto che venga subito alla luce del sole e che sia detto con chiarezza. Altrimenti sono solo “affermazioni da bar“.

Quindi la Fornero, poiché ancora perfettamente in essere e mai abolita, tra pochi mesi si appresta con prepotenza ad essere nuovamente la Legge che disciplina la previdenza in Italia. I sindacati con la loro bellissima proposta di una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età o il pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, del lavoro di cura e delle donne, l’offerta di una prospettiva previdenziale anche ai più giovani attraverso l’introduzione di una pensione di garanzia, la tutela del potere d’acquisto dei pensionati e il rilancio della previdenza complementare aspettano da tre mesi una convocazione per entrare nel merito della questione.

cittadini rappresentati dai gruppi facebook che pure hanno idee concrete sono troppo divisi in decine di galassie e stentano, anche per precisa scelta di alcuni di loro che preferiscono mantenere piccoli insignificanti privilegi, a unirsi in un’unica forza che sarebbe interlocutore privilegiato nei confronti della classe politica. Deputati Senatori della maggioranza ma anche dell’opposizione che sostanzialmente non affrontano l’argomento pensioni e parlano, invece, di sviluppo, di investimenti, di Recovery, di vaccini, di mascherine e chiusure di discoteche. Per non parlare dei media assolutamente anestetizzati dall’”effetto Draghi” e che si sbizzarriscono solamente in caso di efferati casi di cronaca nera.

E poi il Governo. Che poi è in pratica quello che decide le sorti dei cittadini. Al di là delle affermazioni di un paio di mesi fa del Ministro Orlando sulla necessità di avere una legge previdenziale strutturale, il nulla. E questo è l‘aspetto più negativo. Il Governo non ha ancora chiaramente detto che percorso intende attuare in ambito previdenziale. E’ gravissimo perché mancano meno di sei mesi alla fine dell’anno, agosto è notoriamente il mese in cui l’Italia si ferma (e anche questo ormai andrebbe superato) e siamo in autunno.

Tardissimo per operare una legge strutturale. Sono andato a rileggermi quanto scrivevo nel settembre del 2020, ancora a tempi del Conte bis. “Mancano sedici mesi alla fine della quota 100 ed al ritorno della legge Fornero, c’è la necessità di intervenire immediatamente perché il tempo c’è ma siamo in Italia e tutto viene sempre rinviato all’ultimo momento senza alcuna programmazione”. In pratica abbiamo perso un anno senza combinare assolutamente nulla. Personalmente ritengo che Draghi nei suoi frequenti contatti con la Commissione Europea ed in particolare con Ursula von der Leyen e Valdis Dombrovskis abbia sostanzialmente “rassicurato” i vertici Europei sul non stravolgimentodella legge Fornero.

Mantenimento di Opzione Donna e Ape Sociale, ulteriore implementazione dei contratti di espansione anche per aziende sotto le 100 unità, minor tassazione della previdenza complementare e poco altro. Altrimenti sull’argomento non ci sarebbero stati tre mesi di assoluto silenzio e il rinvio continuo della scelta di convocare le parti sociali.

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

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