Pensioni

IL FUTURO DOPO QUOTA 100

Il letargo in cui era sprofondato l’argomento della riforma pensioni sembra improvvisamente terminato. Dopo mesi e mesi in cui solamente i gruppi facebook finalmente uniti in un’azione comune e il sindacato confederale hanno insistentemente continuato a tenere alta l’attenzione su un argomento di vitale importanza per i cittadini, è stata come al solito la politica a dare un segnale di “inizio lavori”. La scintilla sono state le assurde, inappropriate e assolutamente fuori luogo dichiarazioni del Sottosegretario della Lega Durigon di voler intitolare un parco della città di Latina al fratello di Mussolini e l’immediata levata di scudi di Pd, M5S nonché alcuni esponenti di FI che hanno iniziato da subito a chiedere le dimissioni dell’uomo di fiducia di Salvini nonché “padre di quota 100”.

In uno scenario agostano, assolutamente stagnante, nello scenario interno, purtroppo non in quello internazionale con la formazione della crisi in Afganistan a seguito del ritiro delle forze USA ed europee che hanno determinato la presa immediata dei talebani della capitale Kabul e che muterà gli equilibri geopolitici del mondo intero con la non condanna da parte di Cina e Russia, la richiesta di dimissioni di Durigon ha provocato un acceso dibattito politico su “quota 100” , la legge fortissimamente voluta da Salvini che è in scadenza alla fine dell’anno.

Durigon dopo aver resistito oltre venti giorni, in seguito ad un incontro Draghi-Salvini in cui il Presidente del Consiglio ha esortato il leader della lega Salvini a convincere Durigon a fare un passo indietro perché a settembre ci sarebbe stato un voto di sfiducia sul Sottosegretario con conseguenze negative anche per il governo, ha sì convinto Durigon a dimettersi, ma per non perdere politicamente la faccia ha rilanciato sul fronte “quota 100” affermando che “abolendo il reddito di cittadinanza si potrebbe rifinanziare “quota 100” e “se torna la legge Fornero mettiamo i TIR all’ingresso delle autostrade”.

Propaganda politica in vista delle elezioni di ottobre o reali possibilità di rinnovo? Probabilmente sarà molto difficile un rinnovo in extremis dopo tutto quello che è stato detto e scritto nei mesi precedenti ma sicuramente un argomento che sembrava relegato solo alle riviste specializzate ed ai gruppi facebook in questi primi giorni di settembre ritorna ad infiammare i partiti politici.

Perché sono intervenuti il M5S che afferma che il RdC non si tocca, Renzi che si scaglia contro il RdC per perorare il ritorno al REI, nonché il Pd che dice di varare una nuova legge previdenziale che tenga conto dei diversi lavori gravosi e usuranti. Quindi a poco più di tre mesi dalla fine di “quota 100” e al formarsi dello “scalone “ di cinque anni l’argomento riforma pensioni torna prepotentemente alla ribalta sui giornali e presto anche sui talk-show e infiamma nuovamente i politici italiani.

Ma cosa c’è di realmente veritiero su questo argomento in cui Draghi in sette mesi non ha fatto mai fatto nessuna dichiarazione né espresso alcun commento? Salvini addirittura rilancia affermando che Durigon libero da impegni istituzionali si sta dedicando completamente alla stesura di un nuova legge previdenziale che sarà presentata ad ottobre. I partiti politici sono di nuovo in fermento e per questo motivo ritengo che l’interessantissima iniziativa dei gruppi Facebook di un sit-in in molte città italiane il 18 settembre davanti alle Prefetture sarà un successo che alcune forze politiche cercheranno di intestarsi e sarà uno stimolo anche per i sindacati confederali che proprio dall’esito di tale iniziativa trarranno degli orientamenti per effettuare nei mesi di ottobre e novembre alcune manifestazioni sull’argomento che potrebbero sfociare in uno sciopero generale.

Piu realisticamente invece penso che non si tornerà più alla quota 100 che non sarà rinnovata ma saranno implementati i contratti di espansione, con anticipo della pensione fino a cinque anni prima, anche per aziende sotto le cento unità di personale che sono il tessuto connettivo dell’industria italiana. Ci sarà sicuramente anche un aumento delle categorie interessate ai lavori gravosi e usuranti dal momento che la Commissione istituita a tale scopo sta terminando i lavori nonché una stabilizzazione di Opzione Donna. Quello che è il mio auspicio è che ci sia la quota 41 che dovrebbe essere, a mio parere, il limite invalicabile in tema pensioni. Come sempre tutto è in mano alla politica e alle coperture economiche che il Ministro Franco garantirà a queste spese, ma dopo una pandemia che ha causato quasi 130.000 decessi e con un’aspettativa di vita scesa di quasi due anni sarebbe auspicabile e direi anche doveroso da parte della politica dare un segnale forte significativo in ambito pensionistico.

La vignetta di Michele

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...