Pensioni

PENSIONI: ORMAI CI SIAMO

Ormai ci siamo. Siamo arrivati in autunno e siamo entrati nella fase calda per quanto riguarda il nuovo assetto per le pensioni anticipate in Italia. Fino ad ora ci sono state solo dichiarazioni, distinguo, proposte (anche troppe) ma adesso siamo finalmente entrati nella fase decisiva per parlare di una nuova legge previdenzialeOrmai non ci sono più scuse, e soprattutto non c’è più tempo, bisogna partire immediatamente con le trattative. In questa calda estate in cui per fortuna il turismo sta andando a gonfie vele e le cui previsioni di rimbalzo del PIL per l’anno 2021 si assesteranno intorno al 5,8 % gli unici che parlavano di pensioni oltre alle riviste specializzate ed ai sindacati confederali sono stati i gruppi facebook. A loro va dato il merito di aver sempre tenuto alta l’attenzione sull’argomento pensioni, di non aver mai mollato, di essere stati sempre sul pezzo durante tutta l’estate.

SIT-IN in molte città italiane il 18 settembre (a Venezia il 17)

Con incredibile caparbia hanno organizzato in moltissime importanti città italiane disseminate su tutto il territorio nazionale tanto per citare le più importanti Milano, Torino, Firenze, Roma, Bari, Catanzaro, Palermo, Sassari ed altre nella mattinata del 18 settembre 2021 dalle ore 10.00 alle ore 13.30 davanti alle Prefetture, (unica eccezione Venezia il giorno 17 settembre alle ore 18.00 davanti alla sede RAI) dei sit-in per sensibilizzare l’opinione pubblica, politici e media sull’argomento previdenziale per dare a tutti la possibilità di accedere al pensionamento con 62 anni di età o con 41 anni di contributi.

Siamo ormai entrati nel vivo, la Commissione sui lavori gravosi e usuranti sta terminando il suo compito, si sono improvvisamente svegliati i partiti politici ed adesso anche i media si stanno giornalmente interessando all’argomento. Tutti ormai sono concordi su un punto, non si tornerà “tout court” alla legge Fornero, non ci sarà lo scalone di cinque anni all’inizio dell’anno 2022.

Di proposte su tappeto ce ne sono anche troppe, dai 41 anni per tutti e 62 anni di età dei gruppi facebook finalmente uniti, e che ricordiamocelo sempre non sono altro che i cittadini, alla proposta dei sindacati confederali che è assolutamente simile ed anzi ha un respiro più ampio perché riguarda anche i giovani le donne, i lavori usuranti gravosi e parla anche di previdenza complementare, valorizzazione dei montante contributivo ed indicizzazione piena delle pensioni, alla proposta del Presidente dell’INPS Tridico che parla di accesso al pensionamento a 63 anni con il solo calcolo contributivo e poi a 67 ottenere anche la parte di retributivo, a quella dell’Ex Presidente dell’ INPS Boeri di accesso sempre a 63 anni con penalizzazione dell’1,5% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni, a quota 102 (38 di contributi sommati a 64 anni di età calcolati col solo contributivo che però sta perdendo appeal), oppure chi propone 63 anni di età e penalizzazione solamente fino ai 67 anni di età, o chi parla di uscita a 63 anni e poi concessione di un prestito bancario agevolato per la restituzione in alcuni anni della parte di pensione pagata subito.

E’ chiaro che a questo punto alcune sono proposte fattibili altre sono solo fantasie implementate dalla Lega di Salvini che strizza ancora l’occhio a quota 100 e che nonostante l’uscita dal Governo del Sottosegretario Durigon afferma che rinunciando al RdC si potrebbe prorogare quota 100 e che il suo partito sta preparando una proposta in tal merito per il mese di ottobre. Probabilmente, a mio parere, ci sarebbero anche i fondi per una nuova buona legge perché comunque si sono risparmiati quasi dieci miliardi di € da quota 100 e ci sono inoltre i risparmi derivati dai quasi 130.000 decessi dovuti al covid di cui la maggior parte pensionati con risparmi per l’INPS di 11,9 miliardi di € in dieci anni.

Quanto ai costi il Presidente dell’INPS Tridico afferma che portare il pensionamento a 41 anni per tutti (mantenendo il sistema misto) costerebbe troppo, partendo da 4,2 miliardi di € nell’anno 2022 fino ad arrivare a 9,2 miliardi di € nell’anno 2029. Questi conteggi effettuati dall’INPS sono del tutto teorici perché si riferiscono alla totalità delle persone che potrebbero usufruire di tale istituto, ma sappiamo per esperienza che essendo una facoltà questa non sarà necessariamente goduta da tutta la platea degli interessati.

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

2 pensieri su “PENSIONI: ORMAI CI SIAMO”

  1. Io penso che quando una persona è arrivata a ,41anni di lavoro sia più che sufficiente perché dobbiamo pagare gli errori commessi da altri per loro i soldi ci sono per chi lavora e rischia la vita no

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