Attualità

PASSEGGIANDO PER VILLACIDRO

Sono ormai quasi trent’anni che frequento Villacidro e in questi anni ho notato un grande cambiamento. Mi sono sposato con una villacidrese doc e quindi ho diverse occasioni durante l’anno per venire in questa città. Prima di allora non conoscevo la Sardegna se non per sentito dire o vedendo qualche servizio in TV che magnificava quest’isola. Tutto assolutamente verissimo ma io non la conosco ormai solo da turista ma la sto imparando a conoscere in maniera diversa. Come esiste il mal d’Africa io posso dire di avere il mal di Sardegna, la amo profondamente e in certe azioni dei sardi che salvaguardano la loro splendida isola mi ci ritrovo anch’io. Mi fa molto male, per esempio, quando vedo turisti del continente che raccolgono conchiglie e addirittura riempiono bottiglie di sabbia per portarsele via e magari metterle in bella mostra nei loro soggiorni o sulle loro scrivanie in ufficio, trofei da far vedere e che distruggono l’ecosistema. Più di qualche volta mi sono trovato a discutere con questo tipo di persone e loro sul momento perché colti in fragrante lasciano perdere questi comportamenti illeciti, poi magari, quando non c’è nessuno compiono il furto (perché di questo si tratta).

Ma proprio per questo mio attaccamento all’isola sono rimasto un po’ deluso dal cambiamento in negativo che ha avuto Villacidro in questi ultimi trent’anni. Le prime volte che venivo ero rimasto molto ben impressionato dalla vivacità della cittadina che univa il noto aspetto agreste a un aspetto “di città”. Il grattacielo che è posizionato al centro della città, per esempio, anche se assolutamente discontinuo rispetto al tipo di costruzioni esistenti e che ormai secondo gli ultimi dettami dell’architettura metropolitana non è più attuale faceva capire che non molti anni prima esisteva un tessuto cittadino molto “continentale”. La stessa Standa posizionata al piano terra dello stesso grattacielo era una prerogativa che molte città più ben più numerose non possedevano. Teniamo presente che trenta anni fa i centri commerciali non esistevano e un grande magazzino come quello era un sogno per un agglomerato di circa 14.000 abitanti.

Altro aspetto che mi aveva sorpreso era la presenza di molti istituti di credito anche del nord Italia che denotavano un recente passato industriale non di poco conto. Le ormai chiuse Snia Viscosa, Scaini e Keller anche se viziate da investimenti coperti da finanziamenti pubblici denotavano una presenza importante di persone nel territorio.

Anche la stessa zona industriale per una piccola città era molto attiva. La crisi poi che a cavallo dell’anno duemila ha investito l’Italia e ovviamente la Sardegna si è ripercossa su Villacidro che ha progressivamente perso anche quel piccolo commercio e quelle piccole realtà industriali che adesso l’anno fatta piombare in uno stato di perenne crisi. Passeggiando per la cittadina, infatti, è molto triste vedere insegne chiuse in continuazione e solamente bar dove purtroppo molti giovani stazionano anche di prima mattina.

Adesso i giovani villacidresi non devono assolutamente andarsene in continente come hanno fatto molti dei loro genitori. Devono rimboccarsi le maniche e far ricrescere quel tessuto commerciale ed industriale, che lentissimamente comincia a far capolino, per far ritornare la cittadina al ruolo che aveva nei decenni precedenti.

Articolo pubblicato su: La Gazzetta del Medio Campidano

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