Pensioni

LE PENSIONI, LA LEGGE DI BILANCIO E……DRAGHI

Troppe! Sono decisamente troppe le proposte, le ipotesi, le illazioni, le dichiarazioni, le notizie che nel corso di questa calda estate sono comparse, e talvolta scomparse, in relazione alla nuova legge previdenziale che sarà varata a decorrere dal 1 gennaio 2022.

Un’estate ed ora un autunno caratterizzati oltre che dalla questione vaccini, green pass, tamponi anche da una marea di proposte per superare la contestatissima “quota 100” e l’ormai famosissimo “scalone” di cinque anni da 62 a 67 anni d’età che, ormai lo sanno anche i muri, si formerebbe in una sola notte dal 31/12/2021 al 1/1/2002.

Ne abbiamo sentite di ogni, dalla proposta dei sindacati confederali, probabilmente la più organica e strutturata, che parla di una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età o il pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, del lavoro di cura e delle donne, l’offerta di una prospettiva previdenziale anche ai più giovani attraverso l’introduzione di una pensione di garanzia, la tutela del potere d’acquisto dei pensionati e il rilancio della previdenza complementare, a quella dell’attuale Presidente dell’INPS Tridico che, probabilmente in cerca di visibilità propone un accesso al pensionamento a 63 anni di età calcolando l’assegno col sistema contributivo e poi al raggiungimento dei 67 anni si otterrebbe anche la parte di assegno calcolata col retributivo e che adesso, addirittura, propone per chi ha cominciato a lavorare dopo l’anno 1996 il riscatto gratuito della laurea, con buona pace di chi ha già pagato o sta pagando da anni, a quella dell’ex Presidente INPS Boeri che anche lui si è sentito in dovere di fare una sua proposta, peraltro vecchia di anni, di un pensionamento a 63 anni, considerato da molti il numero perfetto per l’accesso al pensionamento, e una penalizzazione dell’1,5% per ogni anni in anticipo rispetto ai 67 anni.

Ultima in ordine di tempo quella della Polverini di Forza Italia che propone 62 anni di età e 35 di contributi con penalizzazione del 2% per ogni ano di anticipo rispetto ai 66 anni. Ma poi abbiamo sentito parlare di quota 102 (38 anni di contributi sommati a 64 anni di età) oppure una quota sempre di 102 (36 anni di contributi sommati a 64 anni di età calcolati però integralmente col sistema contributivo), di un fondo ministeriale di durata triennale dall’anno 2022 all’anno 2024 con sistema anche questo a quote 101 o 102 che non gravassero sulle casse esangui dell’INPS fino a che il lavoratore non raggiungesse l’età effettiva utile alla pensione e per finire le stucchevoli dichiarazioni di Matteo Salvini che, superato nei sondaggi da F.lli d’Italia e con notevoli problemi anche all’interno del suo partito rivendica il successo di “quota 100” e ne propone il rinnovo a scapito dell’eliminazione del RdC con alzate di scudi da parte del M5S.

In più sono filtrate le prime conclusioni cui sarebbe giunta la Commissione Tecnica sui lavori gravosi ed usuranti presieduta da Cesare Damiano che avrebbe portato da 65 ad oltre 200 l’elenco delle professioni cosiddette gravose ed usuranti che immediatamente hanno scaturito proteste da parte di quelle professioni che si ritengono ingiustamente escluse a scapito di altre.

Come si vede una matassa difficile da scogliere soprattutto in pochissimo tempo. Infatti, dopo la presentazione del NADEF, in leggero ritardo sulla tabella di marcia, bisogna entro il 15 ottobre mandare la legge di bilancio all’EU per il via libera ed entro il 20 ottobre presentare la manovra stessa alle Camere. Finalmente, è proprio il caso di dirlo, si saprà che orientamento, anche alla luce dei fondi a disposizione, avrà il Governo che fino ad ora è stato silente sull’argomento. Il potentissimo Draghi, comunque, ormai assurto a leader della UE, sembra perfettamente a suo agio nella sua posizione ed in grado di gestire il problema in tutta tranquillità ben sapendo che i partiti tutti per motivi vari non sono in grado di esercitare su di lui quelle pressioni per far modifiche al piano che lui ha in testa e che ha concordato con i vertici della UE.

Articolo pubblicato su: Il Sussidiario.net

https://www.ilsussidiario.net/news/riforma-pensioni-la-carta-in-mano-a-draghi-per-la-legge-di-bilancio/2229017/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...