Pensioni

IL SOLITO CAOS DEL BELPAESE CHE GELO – 80

80 giorni! Mancano solamente 80 giorni alla fine di “quota 100” ed al ritorno prepotente della legge Fornero che arriverà come una mannaia sulla testa degli italiani. Siamo da oltre un anno che diciamo continuamente negli articoli, nei post, in TV che è necessario dare a milioni di italiani una giusta, seria, strutturale e duratura nuova legge previdenziale. Ma tant’è nel BelPaese non si usa fare programmazione, non si usa essere lungimiranti, si è sempre in emergenza e si è perennemente in campagna elettorale e quindi non è mai il momento giusto per affrontare veramente e seriamente i problemi che interessano le persone. C’era tutto il tempo, per la verità l’ex Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo aveva cominciato a mettere le basi per una riforma, ma poi il Governo è caduto, è subentrato l’Esecutivo Draghi che con buona pace dell’UE ha congelato il tutto fino ad ora.

Nel mese di gennaio u.s. scrivevo “se casca il Governo si buttano via sei/otto mesi di lavoro e per fare una buona legge previdenziale in Italia servono molti mesi”. Qualcuno mi ha pure criticato, dicendo che in tre mesi si sarebbe fatto tutto, ma sono troppi anni che seguo la politica e l’economia, e conoscendo “il sistema” sono stato facile profeta. In merito alla situazione attuale, nuovamente, sento più di qualcuno affermare che la Lega di Salvini dovrebbe ritirarsi dall’Esecutivo e far cadere il Governo. Costoro non si rendono conto che se ciò avvenisse ci ritroveremmo in una situazione drammatica. Conclusione alla fine dell’anno di “quota 100”, di O.D. e dell’Ape Sociale, ritorno integrale della legge Fornero a partire dal 1/1/2022.

Fortunatamente non avverrà niente del genere, però una cosa le recenti elezioni amministrative l’anno sancita, sembra essere stata messa una pietra tombale su “quota 100”. In realtà Salvini lo sapeva perfettamente che ci sarebbero state poche possibilità di rinnovo ma durante tutta la campagna elettorale ha alimentato questa ipotesi sperando in un risultato elettorale molto positivo così da “pesare di più” all’interno dell’Esecutivo. Dopo i risultati, poiché rischia di essere messo in discussione all’interno del partito per i molteplici errori compiuti in questi due ultimi anni, prova a fare la voce grossa e non fa partecipare la Lega al Consiglio dei Ministri dove viene approvata la delega sulla riforma fiscale. Tenta in questo modo di recuperare credibilità all’interno del partito ormai superato da F.lli d’Italia come primo partito degli italiani.

Tornado a parlare di previdenza ci si appresta ad entrare in un imbuto con poche possibilità di uscita. In un Paese civile e moderno la nuova Legge previdenziale non sarebbe stata inserita nella legge di Bilancio ma avrebbe avuto un suo iter autonomo con un’approvazione alcuni mesi prima della sua entrata in vigore. Ci sarebbero stati alcuni mesi per le spiegazioni, i chiarimenti, i dubbi dei lavoratori ed il tempo di decidere nonché rispettare i tempi previsti dai vari contratti per dare le dimissioni.  Ma così purtroppo non sarà. Dopo l’omogeneizzazione delle nove proposte che giacciono da alcuni mesi alla Commissione Lavoro della Camera, a questo proposito faccio notare l’interessantissima audizione del 6 ottobre scorso delle OO.SS. CGIL, CISL, UIL, e UGL, il testo approderà in Aula Parlamentare. Qui, dopo i vari emendamenti dei partiti, il testo sarà approvato da un ramo del Parlamento, probabilmente con la “fiducia” e dopo passerà all’altro ramo per l’approvazione definitiva che avverrà probabilmente il 30 dicembre 2021.

Appare evidente il caos che si verificherà nei primi mesi del prossimo anno con i lavoratori che non capiranno nulla perché il testo dovrà prima essere “interpretato” dall’INPS che poi emetterà le circolari esplicative ed i vari patronati che saranno presi d’assalto e non sapranno cosa rispondere.

Un Paese, l’Italia, dove non esiste la programmazione e dove ogni cosa è fatta sempre all’ultimo momento con grave danno per le persone che in un ambito così importante per il loro futuro si sentono trattati da cittadini del Terzo Mondo.

A meno che all’ultimo momento proprio perché non in grado di affrontare compiutamente la problematica sulle pensioni non si opti per un intervento minimo e si attui una proroga magari di sei mesi di “quota 100” proprio per dar tempo all’Esecutivo di preparare una legge che abbia una durata almeno decennale.

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

2 pensieri su “IL SOLITO CAOS DEL BELPAESE CHE GELO – 80”

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