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PENSIONI:LA MONTAGNA HA PARTORITO UN TOPOLINO

C’era molta attesa, forse anche troppa, sull’incontro governo-sindacati della scorsa settimana in merito alla riforma previdenziale inserita nel disegno di legge di bilancio 2022 ma al termine della riunione durata oltre due ore alla presenza oltre che di Draghi e dei segretari generali di CGIL, CISL, UIL, Landini, Sbarra e Bombardieri anche dei Ministri Franco, Orlando e Brunetta si può ben dire che “la montagna ha partorito un topolino”.

Non si capisce se sono i sindacati ad essere troppo accondiscendenti o se è super Mario ad essere molto convincente, forse con dei retroscena che noi non conosciamo, fatto sta che l’incontro sbandierato come decisivo nella importantissima partita che si sta giocando sulla pelle degli italiani sul tema previdenziale si è risolto sostanzialmente in un  nulla di fatto, o meglio Draghi, come al solito, ha portato a casa il risultato che si prefiggeva e che in questo caso era scongiurare uno sciopero generale a ridosso del Natale.

Ha promesso che già a dicembre sarebbero iniziati i colloqui per una riforma previdenziale e che qualche intervento (minimale) potrà anche essere inserito nella legge di bilancio 2022, ma ha sostanzialmente affermato che si entrerà nel vivo della discussione all’inizio del prossimo anno per inserire l’eventuale impianto della legge nel DEF che sarà presentato alle Camere nella primavera del 2022. Esattamente quello che aveva già affermato alcune settimane fa asserendo che l’anno 2022 sarà un anno sostanzialmente di transizione e che la riforma strutturale che tutti aspettano potrà essere operativa dal 2023.  

Ha elencato alle OO.SS. quello che è stato fatto in questa legge di bilancio con la conferma anche per il 2022 di Opzione Donna, l’estensione delle categorie di mestieri che possono accedere all’Ape Sociale, l’estensione dei contratti di espansione anche ad aziende con 50 unità di personale e l’istituzione di un fondo di 550 milioni in tre anni per consentire l’accesso al pensionamento ai sessantaduenni di piccole aziende in crisi. A suo parere è stato messo molto in questa legge di bilancio, secondo lui si è venuti incontro alle richieste delle OO.SS. ma, in realtà, niente uscita con 41 anni di contributi, niente flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età, niente per i precoci, niente per i giovani, pochissimo per le donne e la ciliegina sulla torta di quota 102 (64+38) dove in un solo giorno dal 31/12/2021 al 1/1/2022 aumenta di ben due anni l’età per l’accesso al pensionamento e dove nessuno, né i partiti né i sindacati, hanno fatto troppa obiezione.

Quello che Draghi ha sempre affermato è la volontà dell’esecutivo di percorrere velocemente la strada che porta al sistema contributivo in modo che il sistema previdenziale sia il più in equilibrio possibile  proponendo dal 2023 “opzione tutti” vale a dire l’uscita a 62 anni di età sommati ad almeno 20 anni di contributi ma al pari di opzione donna con l’obbligo di accettare il conteggio dell’assegno previdenziale calcolato con il sistema contributivo.

In realtà non c’è solamente questa ipotesi sul tappeto da discutere nel 2022. Esiste anche la proposta Tridico, che non gode i favori del Governo di un pensionamento a due velocità la prima a 62 anni di età calcolata col contributivo e poi a 67 anni percepire anche la parte di retributivo a cui si aggiunge una sorta di quota 104 proposta dalla Lega (63 anni età + 41 di contributi) per giungere poi, dopo due/tre anni, a 41 anni per tutti che è poi la proposta anche delle OO.SS..

Quindi già a dicembre incominceranno i primi incontri tecnici poi nel 2022 si entrerà nel vivo della questione. Draghi ha fatto sapere che sarà lui a condurre le trattative ma la partita nel 2022 è tutta da giocare. Non è una novità che Draghi aspiri a diventare il nuovo Presidente della Repubblica nel cui caso mancando l’autorevole guida di Super Mario difficilmente l’eventuale nuovo Presidente del Consiglio sarebbe in grado di tenere la maggioranza unita e, facilmente, si andrebbe alle elezioni anticipate con conseguenze imprevedibili anche in ambito previdenziale. 

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

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