Pensioni

L’INTERVISTA A MAURO MARINO

Si é a lungo discusso di quanto verrà approvato per il 2022 in ambito previdenziale, in quanto la quota 102 proposta per giunta per un solo anno, non ha affatto soddisfatto le richieste pressanti dei sindacati e ancor meno quelle dei cittadini. Sulla questione abbiamo sentito esponenti politici, i segretario confederali di Cgil, Roberto Ghiselli, Uil, Domenico Proietti, e Cisl, Ignazio Ganga, e alcuni esperti previdenziali. Quest’oggi abbiamo intervistato Mauro Marino, noto a molti dei nostri lettori in quanto da tempo tiene in esclusiva per noi sul sito ogni sabato l’Editoriale di Mauro Marino. Eccovi le sue parole:

Riforma pensioni 2022, Marino: quota 102 danneggia i nati nel 1960

Pensionipertutti: La legge di bilancio ha previsto in ambito previdenziale per il 2022 la quota 102 per un solo anno, la proroga dell’opzione donna e l’ampliamento delle categorie dell’ape sociale. Sindacati e lavoratori si sono detti insoddisfatti specie della quota 102, vista come l’ ennesima misura tampone che non ha tenuto conto della richiesta principali dei cittadini che optavano per misure strutturali e maggiormente eque. Le cosa ne pensa della quota 102 servirà per superare il famigerato scalone, o é stata una misura fatta, diciamo, giusto per non lasciare il vuoto normativo nel 2022 in attesa di una riforma maggiormente inclusiva per il 2023

Mauro Marino: Il sistema delle quote dapprima la contestatissima quota 100 ora quota 102 non sono delle vere quote 100 e 102 perché non permettono di raggiungere i requisiti in qualsiasi modo ma soltanto rigidi (38e 62) e ora (38e64). Le quote poi non vanno bene perché bisognerebbe fare una legge organica che tenga conto di molteplici fattori situazioni e tipologia di mestieri. Il governo in sostanza ha deciso di non decidere e per evitare lo scalone di 5 anni ha creato uno scalino di 3 anni. In sostanza ha preso tempo con buona pace dei nati nel 1960 che si troveranno a fare magari per pochi giorni due anni in più di lavoro.

Pensionipertutti: A suo avviso nel 2023 quali saranno gli scenari possibili: quota 41 per tutti indipendentemente dall’età ed una flessibilità in uscita dai 62/63 anni con una piccolo ‘pegno’ da pagare rispetto ad ogni anno di anticipo prima dei 67 anni o una flessibilità, come la intende Draghi, che prevedrà dunque con buona probabilità un ricalcolo dell’assegno contributivo?

Mauro Marino: “Io penso che la legge Fornero rimarrà come legge di riferimento. Poi chi vorrà come opzione potrà accedere ad una uscita flessibile da 62 anni e 25 anni di contributi, ma con calcolo interamente contributivo. Mi auguro che non si arrivi a questo ricatto perché di questo si tratterebbe con persone che pur di uscire dal mondo del lavoro accettererebbero, diventando, poi però, i nuovi poveri del futuro“.

Riforma pensioni 2022-2023: quali misure prioritarie?

Pensionipertutti: A suo avviso quali misure dovrebbero essere attuate per garantire il patto intergenerazionale tra giovani e anziani, affinché le scelte di oggi non ricadano, come molti esperti previdenziali dicono, sulle future generazioni? Mauro Marino: Credo che le misure su cui puntare siano senza dubbio le pensioni di garanzia per i giovani superando eventuali buchi contributivi e l’implementazione della previdenza complementare come unico mezzo per avere in futuro pensioni dignitose.

Pensionipertutti: Quali misure, invece a suo avviso, andrebbero attuate in favore delle donne al fine di colpare il gap, inutile nasconderlo, ancora esistente anche in ambito previdenziale?

Mauro MarinoSulle donne purtroppo c’è ancora molto forte il contrasto da parte degli uomini. Lo dimostra il fatto che in occasione della giornata mondiale sulla violenza contro le donne io ho fatto un articolo sottolineando come una strada dovrebbe essere quella di concedere degli sgravi contributi ad esse mi sono arrivate molte critiche di maschietti che dicono che le donne sono avvantaggiate da o.d. e dal vantaggio di un anno nella pensione anticipata. Come si vede la strada é ancora tutta in salita. Personalmente darei loro dei vantaggi consistenti in termini previdenziali ben più di un anno ma è una materia che va studiata con calma.

Pensionipertutti: La proposta Tridico, a suo avviso, avrebbe dovuto essere tenuta maggiormente in considerazione o é stato un bene che non abbia avuto seguito?

Mauro Marino: La proposta Tridico è sicuramente buona, ma sia i sindacati che il governo non la gradiscono. E poi se si fanno i conteggi penalizza troppo i più anziani di contribuzione. I conteggi dicono che a stento si arriverebbe a 600 euro mensili. Troppo poco per vivere decorosamente.

Ringraziamo Mauro Marino per il tempo dedicatoci e vi chiediamo, dal canto vostro, condividete o meno quanto qui asserito? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

Intervista pubblicata su: Pensioni Per Tutti

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