Pensioni

I SINDACATI SI SONO SVEGLIATI TROPPO TARDI

Le OO.SS. di CGIL e UIL hanno, finalmente, dopo troppi tentennamenti proclamato lo sciopero generale di otto ore per la giornata di giovedì 16 dicembre 2021. Ma questo sciopero parte da subito con il piede sbagliato. Innanzitutto la terza grande organizzazione sindacale la CISL non si è unita alle altre due sigle criticando lo sciopero in questo momento di pandemia a ridosso del Natale affermando piuttosto di voler proseguire il confronto con il Governo e per non perdere la faccia davanti ai suoi iscritti ha proclamato una manifestazione per sabato 18 dicembre a Roma. Bisogna dire prima di tutto che la CGIL di Landini avrebbe preferito effettuare invece dello sciopero generale tre manifestazioni una al nord una al centro Italia ed una al sud ma, per non essere scavalcata a sinistra dalla UIL, che invece insisteva per scioperare alla fine si è aggregata. Questa proclamazione di sciopero generale, a mio parere, è stata sbagliata nei tempi e nei troppi argomenti messi sul tappeto. Nei tempi perché non doveva essere procrastinato di mese in mese quando c’erano già a settembre o ottobre tutti i presupposti e tutte le motivazioni per proclamarlo. Ricordiamo tutti la pantomima dei due incontri in nove mesi in tema previdenziale con i sindacati che presentano la loro bella proposta di 41 anni oppure flessibilità a partire dai 62 anni, istituzione di un fondo di garanzia per i giovani, agevolazioni per incentivare la previdenza complementare, l’estensione dei lavori gravosi e usuranti e l’indicizzazione delle pensioni, a cui nei mesi successivi non è stata organizzata alcuna manifestazione a supporto di ciò e nei troppi argomenti messi sul tappeto perché organizzare una protesta per le pensioni, la scuola, il fisco, le politiche industriali, i contratti P.A., il contrasto alle delocalizzazioni, il contrasto al precariato soprattutto nei confronti dei giovani e delle donne molto difficilmente porterà a dei risultati concreti. Molto più efficace a mio parere sarebbe stato concentrare la lotta su pensioni e fisco che al momento sono gli argomenti che più assillano milioni di italiani.

I partiti politici del centro destra si sono tutti detti contrari allo sciopero in piena pandemia e ad una settimana dal Natale ma anche il PD è rimasto piuttosto freddo con lo stupore del Ministro Orlando che ha affermato che il governo soprattutto in ambito fiscale e previdenziale ha compiuto uno sforzo a tutela delle categorie più deboli.

L’argomento pensioni, in particolare, avrebbe dovuto avere da parte sindacale più rilevanza perché con la scadenza di quota cento tra una quindicina di giorni era indispensabile evitare lo scalone di cinque anni da 62 a 67 anni il 1/1/2022. L’imposizione di “quota 102” da parte del governo, a cui non ha fatto seguito alcuna opposizione da parte dei partiti né da parte dei sindacati crea, comunque, una situazione di sconcerto ai lavoratori che saranno costretti ad aspettare i 64 anni di età per accedere al pensionamento.

Fanno paura poi le previsioni dell’OCSE in materia previdenziale che nel suo rapporto, stranamente pubblicato proprio durante la discussione della legge di bilancio, afferma che chi in Italia entra nel mondo del lavoro adesso andrà in pensione a 71 anni di età. Inoltre, afferma, che la spesa previdenziale nel belpaese è tra le più alte tra i Paesi Ocse ed è pari al 15,4% del PIL. E’ la solita questione della previdenza che viene conteggiata assieme all’assistenza, quando basterebbe scorporare le due voci per far scendere il costo della previdenza a meno del 13% del PIL perfettamente in linea con gli altri Paesi. Inoltre, il costo delle pensioni in Italia viene calcolato al lordo delle imposte per cui su una spesa di circa 290 miliardi di € l’anno ben 50 di questi ritornano all’erario sotto forma di imposte. Tornando allo sciopero del 16 dicembre speriamo tutti che la mobilitazione, anche se tardiva, serva ad ottenere qualcosa già quest’anno in ambito previdenziale e che non si rinvii la riforma all’anno prossimo col rischio di elezioni anticipate che potrebbe portarla verso un binario morto. 

Articolo pubblicato su: Pensioni Per Tutti

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