Economia

QUASI NIENTE IN AMBITO PREVIDENZIALE (MA PURTROPPO ERA PREVEDIBILE)

E così siamo arrivati alla fine di questo terribile anno, che per fortuna ci sta salutando, con contagi che hanno raggiunto numeri inimmaginabili e fiducia nello Stato sempre più ai minimi termini. In ambito previdenziale quasi nulla e prospettive ancora peggiori. Come l’anno passato anche questo si è rivelato molto deludente ma addirittura rispetto all’anno scorso c’è stato un peggioramento.

Infatti l’anno scorso almeno c’era la quota 100 che, anche se si trattava di un istituto molto divisivo, almeno aveva dato ad un po’ di persone la possibilità di uscire dal mondo del lavoro, con un’età accettabile, quest’anno invece addirittura con la nefasta quota 102 non è possibile ottenere il pensionamento prima dei 64 anni.

Sono stato sempre contrario alle quote perché le uniche quote da accettare sarebbero state quelle libere (puoi raggiungere la quota in qualsiasi modo) ma non quelle fisse dove alcune persone che hanno magari lavorato di meno di altri possono accedere al pensionamento rispetto al altri che hanno lavorato di più.

Si apre adesso un altro anno in cui abbiamo molte speranze ma molto poche certezze. E’ come un accerchiamento da parte della UE, della BCE, dal FMI, dall’OCSE tutti organismi internazionali che non fanno altro in ogni occasione di ricordare all’Italia l’enorme spesa previdenziale e la necessità di stringere la cinghia. A cui fanno seguito le nostre istituzioni come la Corte dei Conti, la Banca d’Italia, la Ragioneria Generale dello Stato di spingere affinché il Governo prenda provvedimenti a contenere la presa previdenziale.

Anche i sindacati che dovrebbero essere baluardo dei lavoratori al cospetto del Governo sono tentennanti e poco disposti ad attuare forme di lotta concrete imbrigliati da incertezze e con la paura di essere messi da parte nella vita istituzionale della nazione.

Il 2022 sarà l’anno finalmente della svolta, di una nuova riforma previdenziale, speriamo si possa ottenere qualcosa ma le prospettive, purtroppo, non sono buone. Inflazione in salita, spread in aumento, costi materie prime alle stelle, bassa natalità, elevati costi per i migranti, alta disoccupazione, pandemia ancora non risolta con molte attività produttive a terra, poca fiducia nelle istituzioni

Speriamo che lo stellone italiano ci dia una grosssa mano.

BUON 2022 a tutti.

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