Pensioni

ORIZZONTE INCERTO SULLE PENSIONI

L’anno 2021 sull’argomento pensioni si è chiuso in maniera molto deludente. Dopo la conclusione di “quota 100” la norma di carattere triennale varata dal governo giallo/verde e cavallo di battaglia della Lega che ha causato molte polemiche tra i lavoratori e che ha dato la possibilità a circa 400.000 persone di accedere al pensionamento, il futuro appare incerto in ambito previdenziale.

Alla fine dell’anno nella legge di bilancio sono state approvate “quota 102”, il prolungamento di Opzione Donna e l’aumento di taluni mestieri che possono accedere all’Ape Sociale, oltre all’istituzione di un fondo di 550 milioni in tre anni per permettere il pensionamento di lavoratori 62enni di aziende in crisi. I provvedimenti di “quota 102” e Opzione Donna sono stati approvati per il solo anno 2022 con l’impegno da parte del governo di iniziare da subito nel 2022 gli incontri con le OO.SS. per superare la legge Fornero su tre grandi temi quali la flessibilità in uscita, la previdenza di giovani e donne e la previdenza complementare. Questi incontri dovrebbero trovare una sintesi ed un accordo nei primi mesi dell’anno così da poterlo inserire nel mese di aprile alla presentazione del DEF e renderlo operativo dal 1/1/2023.

Quello però che sembra un iter ben definito è condizionato da tutta una serie di eventi che potrebbero allontanare l’approvazione di una riforma ormai non più rinviabile. In primis la questione della pandemia che in autunno sembrava quasi risolta e che poi a cavallo delle feste natalizie ha avuto un’impressionante accelerazione che ha causato centinaia di migliaia di contagi giornalieri e la quasi saturazione degli ospedali. L’attenzione dell’esecutivo è tutta concentrata sull’emergenza sanitaria a cui si sta aggiungendo la necessità di intervenire immediatamente per dare dei ristori alle categorie economiche che sono state costrette a richiudere.

Il destino di Draghi poi è incerto. Dopo l’approvazione della legge di bilancio sono cominciate le fibrillazioni all’interno del governo con i partiti politici che in vista delle elezioni del 2023 cercano di posizionare le loro “bandierine” per salvaguardare il loro elettorato. Non è escluso che Draghi possa salire al Colle e questo determinerebbe nuovamente una battuta d’arresto nel raggiungimento dell’obiettivo di avere una nuova riforma previdenziale in sostituzione della legge Fornero. L’impegno che aveva assunto il governo di convocare immediatamente le OO.SS. per entrare nel merito della questione previdenziale è stato disatteso. Nulla è ancora arrivato alle OO.SS. che dopo lo sciopero generale di metà dicembre si aspettano di essere interlocutrici con il governo per raggiungere finalmente una nuova legge previdenziale strutturale, equa e duratura che possa dare ai lavoratori regole chiare per programmare la loro vita dopo l’ambito lavorativo.

Articolo pubblicato su: Stretto web

Orizzonte incerto sulle pensioni

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