Pensioni

NE’ TRIDICO NE’ RAITANO

La questione relativa ad una futura riforma delle pensioni che modifichi la Legge Fornero a partire dal 2023 sta facendo discutere animatamente sui social, preoccupa infatti la possibilità che le misure a cui si andrà incontro comportino delle ricadute in termini economici non sostenibili dai lavoratori, che a quel punto preferirebbero, lo dicono stupendosi loro stessi dei loro pensieri, lasciare intatta la Fornero.

Di tale spinosa tematica ci siamo confrontati con il nostro esperto Mauro Marino, che molti lettori conoscono per il suoi editoriali del sabato, quest’oggi pubblichiamo un’intervista che ci ha rilasciato in esclusiva in cui facciamo il punto della situazione sulle proposte attuali, le due più discusse restano quella Tridico e quella di Raitano. Marino ha ricoperto per molti anni il ruolo di Funzionario Tributario occupandosi prevalentemente di contrattualistica. Andato in pensione ha approfondito le tematiche economico previdenziali di cui si occupa attivamente sia nel suo blog mauromarinoeconomiaepensioni.com sia collaborando con numerose testate on line. Vi lasciamo alle sue parole:

Riforma pensioni 2022-2023: La Fornero va modificata, ma a quale costo? L’intervista

  1. Pensionipertutti: Si è fatto un gran parlare delle proposte Tridico e Raitano, entrambe hanno trovato anche un certo accoglimento da parte dei lavoratori, la prima ancor più della seconda. In linea di massima crede che possano essere due soluzioni valide quando si parla di flessibilità in uscita o a suo avviso di dovrebbe puntare ad una flessibilità senza penalizzazione alcuna e nel caso da quale età dovrebbe essere possibile?

Mauro Marino: “Finalmente tutti hanno capito che la rigidità contenuta nella legge Fornero va modificata. Personalmente sono in linea con la proposta dei sindacati. Ritengo, infatti, che dopo 41 anni di lavoro ogni persona abbia diritto ad andare in pensione. Io fisserei l’età della pensione di vecchiaia a 66 anni invece di 67 e poi darei la possibilità di flessibilità in uscita con una lieve penalizzazione da 62 anni a 66 del 1,5% annuo. In tal modo la penalizzazione massima sarebbe del 6% per i quattro anni di anticipo. Analogamente consentirei a chi lo volesse di proseguire da 66 a 70 anni con un aumento del 1,5% annuo fino ad un massimo del 6%.  Nessuna delle due proposte Raitano e Tridico, quindi, le ritengo valide per i lavoratori”.

Riforma pensioni 2022-2023: Governo-sindacati, la partita sulla flessibilità é aperta

  • Pensionipertutti: L’incontro Governo e sindacati che si è tenuto il 15 febbraio ha visto da un lato la triplice ribadire il proprio concetto di flessibilità in uscita che passi per un anticipo pensionistico e per la quota 41 per tutti, dall’altro l’esecutivo scoprire in parte ‘le carte’: va bene la flessibilità ma a patto che si passi per il contributivo, altrimenti il sistema faticherebbe a reggere, pare essere il messaggio sotteso. Dalla sua cosa ne pensa?

Mauro Marino: “Il sistema sta andando naturalmente verso il sistema contributivo. Consideriamo che abbiamo già iniziato il 27esimo anno con questo sistema e che quindi già ora i lavoratori che escono dal mondo del lavoro hanno i 2/3 dell’assegno calcolato col sistema contributivo e appena 1/3 calcolato con quello retributivo, quindi non c’è motivo, nel modo più assoluto, di modificare questo trend che terminerà nel 2036. Che poi il sistema fatichi a reggere non è veritiero. Esso, infatti, sarebbe perfettamente in grado di mantenersi in equilibrio se solo si volesse scorporare la previdenza dall’assistenza. Lo stesso Brambilla nel suo ultimo rapporto sulle pensioni in Italia appena presentato in Senato lo mette in evidenza. Nel 2020 il costo puro delle pensioni al netto dell’IRPEF è stato di 155 miliardi, il costo dell’assistenza 144 miliardi. Caso mai il problema è rappresentato dagli oltre 470.000 assegni previdenziali pagati in Italia da oltre 40 anni e dagli oltre 2.500.000 pagati da oltre 30 anni per effetto della scellerata politica degli anni 80 che consentiva pensionamenti a poco più di 50 anni che hanno completamente sballato i conti e creato debito pubblico.

  • Pensionipertutti: I sindacati hanno dichiarato di essere contrari al ricalcolo dell’assegno col contributivo puro in quanto l’anticipo porterebbe eccessive penalizzazioni come accade oggi per opzione donna, a suo avviso sarebbe comunque bene avere una chance di uscita in più per i lavoratori che essendo disoccupati di lungo corso non hanno modo né di lavorare né di pensionarsi, o è giusto che il sindacato ‘punti i piedi’ cercando di ottenere vie d’uscita ma solo a patto che non si abbiano pensioni eccessivamente basse?

Mauro Marino: “E’ impensabile che si parli del contributivo puro perché vorrebbe dire impoverire ulteriormente i lavoratori con assegni previdenziali decurtati fino anche al 30%. Già ora la media delle retribuzioni delle pensioni è di appena 1.200 € lorde. Non si può e non si deve scendere troppo riguardo alle retribuzioni delle pensioni perché poi comunque lo Stato deve intervenire con altre forme di aiuto. Andrebbe poi fatto uno sforzo per chi in pensione c’è già estendendo la no tax area fino a 10.000 € annui di imponibile, abolire le addizionali regionali e comunali fino a 30.000 di reddito imponibile e dimezzarle per i redditi da 30,000 a 40,000 €.”.

Ringraziamo Mauro Marino per questa interessante intervista in esclusiva, e ricordiamo a chiunque intendesse riprenderne una parte che é tenuto a citare la fonte.

Intervista pubblicata su: Pensioni Per Tutti

4 pensieri su “NE’ TRIDICO NE’ RAITANO”

  1. Mi sembra la proposta più sensata che abbia sentito finora. 62 per tutti con decurtazione dell’1,5% fino ai 66, anche perchè la mia fascia d’età andrà completamente con il contributivo, quindi il futuro è comunque pensionati di serie A e pensionati di serie B, almeno fateci scegliere!!

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  2. Dott.Marino mi complimento con lei perché ha il coraggio di andare contro sistema….si vede che non cerca incarichi ..la sua proposta è la migliore in assoluto che ho letto da alcuni anni in merito alle pensioni avendo lei un quadro preciso e puntuale..anche incentivare chi vuole proseguire oltre il limite di vecchiaia è vision…la seguirò con molta attenzione…

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