Pensioni

UN ALTRO DEI MOTIVI PERCHE’ L’IPOTESI DI RIFORMA PROPOSTA DA MARINO A PARTIRE DAL 1/1/2023 PUO’ ESSERE PERFETTAMENTE SOSTENIBILE  

–          Separazione tra previdenza e assistenza;

–          Mantenimento del sistema misto fino alla naturale conclusione;

–          Abolizione dell’aspettativa di vita e delle finestre sia per la pensione anticipata che per la pensione di vecchiaia;

–        Pensione anticipata per tutti uomini e donne a 41 anni;

–        Per le donne con figli bonus di 6 mesi per ogni figlio con un massimo di due;

–           Pensione di vecchiata anticipata a 66 anni;

–        Flessibilità in uscita anticipata a partire da 62 anni di età, con penalizzazione del 1,5% per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni;

–       Analogamente alla flessibilità di uscita anticipata possibilità di restare al lavoro oltre i 66 anni e fino a 70 con un incremento del 1,5% annuo;

–       Rendere definitivi gli istituti di Opzione Donna e Ape Sociale;

–          Implementazione della pensione integrativa con benefici fiscali fino al 50% di quanto versato;

–       Pensione di garanzia per giovani, donne e per chi svolge lavoro di cura;

–      Per i dipendenti pubblici erogazione del TFR/TFS entro sei mesi dalla cessazione del rapporto del lavoro;

–      Flessibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro senza penalizzazioni per casi particolari di disoccupazione, lavori usuranti, malattia e invalidità;

–       Coefficienti di trasformazione rivalutati in aumento;

Inoltre, per i soli pensionati che sono la categoria più fragile e che stanno subendo più di tutti gli effetti della crisi

–    Estensione della no tax area fino a 10.000 €, eliminazione delle addizionali regionali e comunali per redditi imponibili fino a 30.000 € e dimezzamento per redditi imponibili da 30.000 a 40.000 € nonché indicizzazione delle pensioni al 100% per effetto dell’inflazione reale.

Poiché nell’anno 2020 ci sono stati oltre 77.000 decessi da covid che hanno diminuito l’aspettativa di vita di 1,2 anni con conseguente risparmio dell’INPS di 1,1 miliardi in un anno che proiettato nei dieci anni successivi produrrà un risparmio per le casse dell’INPS di 11,9 miliardi di €;

Nell’ anno 2021 ci sono stati oltre 59.000 decessi da covid che molto probabilmente faranno scendere l’aspettativa di vita di circa 1 anno con conseguente risparmio di circa 800 milioni di € in un anno che proiettati nei 10 anni successivi produrranno un risparmio per le casse dell’INPS di circa 8 miliardi di €;

Nel 2022, purtroppo, questi decessi non accennano a diminuire in maniera consistente ed infatti in 2 mesi e mezzo ce ne sono stati circa 19.000 che presumibilmente faranno scendere ulteriormente l’aspettativa di vita e che produrranno un risparmio di almeno 500 milioni in un anno e che proiettati per i 10 anni successivi genereranno un risparmio per le casse dell’INPS di circa 5 miliardi di €,

La somma di questi risparmi ammonta a circa 25 miliardi di € che sommati agli oltre 6 miliardi di € risparmiati dalla minore adesione alla quota 100 generano un tesoretto di oltre 30 miliardi di € più che sufficienti per sostenere economicamente la proposta sopra citata per i prossimi 12/15 anni.

Vignetta di Michele Colucci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...