Pensioni

PENSIONI: IL DEF DELUDE LE ASPETTATIVE

Dopo il rinvio dello scorso anno e dopo tutte le dichiarazioni dei partiti della maggioranza di governo che questo 2022 sarebbe stato, finalmente, l’anno della nuova riforma previdenziale, tutti gli addetti ai lavori ma, soprattutto, tutti i cittadini italiani erano convinti che questo inizio d’anno sarebbe stato decisivo per far convergere tutte le sinergie alla risoluzione di un problema così determinante per la vita dei cittadini.

Da fonti governative era addirittura trapelato che si era intenzionati a raggiungere una convergenza di massima con le organizzazioni sindacali entro il mese di marzo per poi inserire un’ipotesi di accordo nel DEF indicando la disponibilità economica per una riforma che dovesse partire dal 1/1/2023.

Come sappiamo ci sono stati alcuni incontri tecnici già nel mese di gennaio e poi, in febbraio, prima dell’invasione Russia in Ucraina, il governo aveva preso tempo non trovando una soluzione per quello che attualmente è lo scoglio maggiore da superare all’interno di una riforma organica e strutturale: la flessibilità in uscita.

Su questo aspetto tutti, a parole, si sono trovati d’accordo sulla necessità di superare la rigidità imposta dalla legge Fornero consentendo un’uscita anticipata rispetto ai 67 anni che, attualmente, sono necessari per ritirarsi dal mondo del lavoro.

Ma nel DEF appena presentato in Parlamento il Governo non ha inserito praticamente nulla in ambito previdenziale a parte un generico impegno riguardo le pensioni di invalidità.

E’ stata una doccia gelata per le parti sociali ma soprattutto per i lavoratori che molto si aspettavano da questo documento per superare una legge troppo rigida che ha causato molto malcontento tra i lavoratori. Del resto, la situazione economica si è incredibilmente complicata in questi due mesi di guerra e tutte le previsioni economiche di inizio anno sono state clamorosamente smentite.

Il PIL che era previsto nel 2022 in aumento del 4,8% ora è stato rivisto al di sotto del 3%, i costi energetici, anche a causa di spinte speculative, sono raddoppiati e l’inflazione che nell’anno passato di era fermata al 2% è schizzata addirittura all’8% con conseguenze gravissime per le imprese e per i cittadini. L’altissima inflazione, che non si verificava da oltre venti anni, ha già comportato un consistente aumento sugli interessi dei titoli pubblici che lo stato deve corrispondere.

Si rischia, in pratica, a causa della pandemia che non è ancora stata debellata di rinviare il tutto all’interno della legge di bilancio a fine ottobre, prorogare per un solo anno gli istituti di Opzione Donna, Ape Sociale e Quota 102 e lasciare l’incombenza di approvare la nuova riforma previdenziale al Governo che uscirà vincitore dalle elezioni del 2023.

Questa soluzione sarebbe molto negativa per i lavoratori perché al pari dell’anno 2021 anche questo 2022 sarebbe un anno completamente sprecato ed inoltre, nel 2023 tra elezioni, composizione del governo, ed emergenze da affrontare si arriverebbe a ridosso dell’autunno e nuovamente con poco tempo a disposizione per affrontare tutte le problematiche che un tema così complesso richiede.

Gli italiani soprattutto dopo una pandemia che ha ridotto l’aspettativa di vita di quasi due anni hanno bisogno di chiarezza, semplicità e immediatamente di una nuova legge previdenziale che permetta una flessibilità in uscita, che aumenti i coefficienti di trasformazione e che dia dei benefici concreti ai pensionati, per esempio con una diminuzione delle imposte per i redditi fino a 30.000 €, per garantire ad una categoria, ormai al limite della povertà, una vita dignitosa.

Articolo pubblicato su: Pensioni Oggi

https://www.pensionioggi.it/notizie/economia/riforma-pensioni-il-def-delude-le-aspettative

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...