Pensioni

INTERVISTA A MAURO MARINO SU NUOVA RIFORMA PREVIDENZIALE

Quest’oggi entriamo nel merito di una proposta di riforma previdenziale che sta avendo molto consenso sui social e che si pone come una valida alternativa alle ipotesi che sono sul tappeto per superare la Fornero e avere una nuova legge previdenziale a partire dal 1/1/2023.

Abbiamo quindi contattato Mauro Marino esperto di economia e pensioni che gestisce un suo sito https://mauromarinoeconomiaepensioni.com che collabora con diverse testate specializzate on line di argomento previdenziale e che per Pensioni Per Tutti ogni sabato mattina pubblica un’Editoriale molto seguito dai lettori.

PENSIONI PER TUTTI: Mauro, sappiamo che hai elaborato una nuova ipotesi di proposta previdenziale che potrebbe partire dal 1/1/2023. Ci puoi dire qualcosa di questa tua iniziativa?

MAURO MARINO: Per prima cosa devo spiegare come si è arrivati a questa ipotesi di proposta previdenziale. Come sapete sono diversi anni che mi interesso di politica previdenziale e sono anche molti gli anni che ritengo la legge Fornero non più idonea all’attuale situazione storico/economica. Penso che sia una legge troppo rigida e che necessita di una naturale flessibilità. Avevo quindi, già prima della pandemia, elaborato un progetto di nuova legge previdenziale che tenevo nel cassetto. Poi dopo i 164.000 decessi da covid che hanno causato una diminuzione di quasi due anni dell’aspettativa di vita, insieme ad un gruppo di amici anche loro con conoscenze economiche abbiamo elaborato una nuova proposta previdenziale che può partire dal 1/1/2023. Abbiamo creato un nuovo gruppo facebook denominato UNITI PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLA PENSIONE con l’acronimo UTP e stiamo portando avanti, con non poche difficoltà, questo nostro progetto. Ci tengo, quindi, a precisare che io sono solo il portavoce di questa iniziativa ma la costruzione del progetto è stata comune.

PENSIONI PER TUTTI: Mauro ci puoi evidenziare i punti salienti di questa proposta?

MAURO MARINO: Come dicevo prima ho letto molto attentamente i dati ISTAT relativi all’aspettativa di vita colpita dalla terribile pandemia che nel solo 2020 ha causato oltre 79.000 decessi di cui oltre l’85% erano pensionati. Ebbene questo terribile dato ha provocato in Italia una diminuzione dell’aspettativa di vita nel solo anno 2020 di ben 1,2 anni ma, considerando che nell’anno 2021 ci sono stati oltre 57.000 decessi e che nel 2022 siamo già oltre 28.000 con molta probabilità l’aspettativa di vita in Italia nei tre anni di covid scenderà di quasi due anni. A questo punto i numeri da raggiungere per l’accesso al pensionamento attualmente in vigore cioè i 67 anni di età la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi gli uomini, 41 anni e 10 mesi le donne oltre a tre mesi di finestre sono diventati anacronistici e impossibili da raggiungere. Noi proponiamo, pertanto, che l’età della pensione di vecchiaia scenda a 66 anni e che gli anni necessari per raggiungere il pensionamento anticipato scendano a 41 anni per tutti uomini e donne indipendentemente dall’età anagrafica e senza alcuna penalizzazione. Oltre naturalmente all’eliminazione dei tre mesi di finestra. Quindi per evitare incomprensioni se venisse accettata la nostra proposta si potrebbe accedere al pensionamento in due modi. Sia con 41 anni di contributi che con flessibilità a 62 anni.

PENSIONI PER TUTTI: Ma sembra che questa proposta, a grandi linee, sia analoga a quella presentata dalle organizzazioni sindacali?

MAURO MARINO: Assolutamente no perché noi prevediamo un accesso al pensionamento ordinario a 66 anni, uno in meno di quello previsto attualmente, e una flessibilità in uscita fin dai 62 anni con una lieve penalizzazione dell’1,5% annuo a partire dai 65 anni. A 65 anni penalizzazione dell’1,5%, a 64 anni del 3%, a 63 anni del 4,5% e a 62 anni penalizzazione massima del 6%, ma prevediamo anche un aumento per chi desidera rimanere al lavoro oltre i 66 anni con un aumento dell’1,5% annuo fino ad un massimo del 6% raggiungibile a 70 anni età in cui obbligatoriamente si deve andare in pensione. So che questo punto può sembrare controverso ma invece è molto interessante perché attuando questa opzione oltre l’età ordinaria prevista per il pensionamento il costo della riforma sarebbe molto più basso in quanto lo Stato pagherebbe assegni previdenziale per molti meno anni.

PENSIONI PER TUTTI: E per i giovani e le donne avete pensato a qualcosa di particolare?

MAURO MARINO: In Italia siamo in crisi demografica da decenni. Basti pensare che nell’anno 2021 abbiamo registrato il dato più basso di nascite dall’unità d’Italia, da oltre 150 anni. Per combattere questo fenomeno abbiamo pensato per le donne ad un bonus di nove mesi per figlio fino ad un massimo di due da valere sia sulla pensione di vecchiaia che su quella anticipata. Riteniamo poi che Opzione Donna al pari dell’Ape Sociale debba diventare strutturale. Per i giovani che hanno carriere molto frammentate e discontinue e per chi svolge il lavoro di cura pensiamo ad un bonus di 6 mesi per ogni anno di lavoro da valere nei periodi non coperti da contributi. E’ necessario, inoltre, implementare la previdenza complementare attuando una detrazione del 50% di quanto versato e diminuire il costo del riscatto della laurea che all’attualità è improponibile.

PENSIONI PER TUTTI: E per i pensionati che sono la categoria più fragile?

MAURO MARINO: No tax area fino a 10.000 € di imponibile o detrazioni fiscali corrispondenti, abolizione delle add.li regionali e provinciali per redditi fino a 30.000 € di imponibile e dimezzamento per i redditi da 30.000 a 40.000 €.

PENSIONI PER TUTTI: Siamo però in un periodo economicamente terribile con una guerra al centro dell’Europa, costi energetici raddoppiati e un’inflazione al 7% come pensate che questa vostra proposta possa essere finanziata?

MAURO MARINO: Dai risparmi di “quota 100” e dagli oltre 164.000 decessi da covid fino al 2032 saranno recuperati oltre 20 miliardi di € sufficienti a finanziare questo progetto per una decina d’anni. Poi, successivamente, si avranno alcuni anni a disposizione per studiare tutti insieme un nuovo modello previdenziale che, magari, sia costituito da un doppio canale, una parte come adesso a ripartizione e una parte a capitalizzazione. Ma questo, ripeto, è un discorso di cui parleremo nei prossimi anni. Ci auguriamo, per il momento, un sostegno da parte di tutti i lavoratori, delle organizzazioni sindacali e dei politici a questa iniziativa per poter dare, finalmente, ai cittadini una legge previdenziale equa e strutturale.                        

Ringraziamo molto Mauro Marino per la sua disponibilità e per la chiarezza delle sue esposizioni e speriamo di averlo ancora con noi in un prossimo futuro.

Intervista pubblicata su: Pensioni Per Tutti

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