Pensioni

LA PROPOSTA DEL GRUPPO UTP

Nell’ambito del variegato mondo che si occupa di pensioni, ricordiamoci sempre che è un argomento che interessa tutti i cittadini e non soltanto coloro i quali si stanno apprestando al giusto riposo dopo una vita di lavoro, è necessario segnalare in particolare un gruppo facebook, denominato UTP Uniti per la Tutela del Diritto alla Pensione, che unico tra i gruppi presenti sul web, ha ideato e realizzato una proposta di nuova riforma previdenziale in sostituzione della odiata legge Fornero, che può essere operativa dal 1/1/2023.

È un evento eccezionale perché nell’ambito degli oltre 30 gruppi facebook che trattano l’argomento previdenziale è l’unico che è riuscito a pensare una riforma nella sua complessità. Gli altri gruppi prendono in considerazione solamente alcuni punti dell’argomento previdenziale, c’è chi sostiene Opzione Donna, chi vorrebbe l’uscita con 41 anni di contributi, chi ancora chiede una flessibilità a partire dai 62 anni ma nessuno è riuscito finora a realizzare una proposta complessiva e che abbracci tutti gli ambiti del variegatissimo mondo della previdenza.

Nemmeno le forze politiche, è questo è gravissimo, hanno mai avuto una proposta organica e i leader dei partiti si limitano a proposte a spot che non fanno altro che creare ulteriore confusione nei cittadini italiani e, incredibile a dirsi, neppure le forze sindacali, che pure hanno presentato alcuni mesi fa una loro proposta previdenziale, a cui però non è fatto seguito alcun concreto intervento a sostegno di ciò, hanno evidenziato taluni aspetti presenti, invece, nella proposta del gruppo UTP.

Questa è la dimostrazione che quando esiste la volontà di realizzare qualcosa, anche se difficile e complicato, si superano le difficoltà e quello che sembrava un traguardo impossibile si può almeno in parte realizzare.

Poche decine di persone determinate e di buon senso con conoscenze in ambito economico, in alcuni mesi di lavoro hanno realizzato qualcosa che può essere valido per i lavoratori e sostenibile per le esauste casse dello Stato. Purtroppo, le difficoltà da superare sono moltissime ed è anche molto difficile fare arrivare le iniziative ai centri di potere ma in ogni caso bisogna dare a questo gruppo il giusto riconoscimento per l’impegno che ci mettono, di metterci la faccia e di avere la volontà di dare un contributo fattivo alla soluzione di un problema che attanaglia milioni di cittadini italiani.

  • Separazione tra previdenza e assistenza.
  • Mantenimento del sistema misto fino alla naturale conclusione.
  • Abolizione dell’aspettativa di vita e delle finestre sia per la pensione anticipata che per la pensione di vecchiaia.
  • Pensione anticipata per tutti, uomini e donne, con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età e senza penalizzazioni.
  • Per le donne con figli bonus di 9 mesi per ogni figlio con un massimo di due da valere sia per la pensione anticipata che per la pensione di vecchiaia.
  • Pensione di vecchiaia anticipata a 66 anni.
  • Flessibilità in uscita anticipata a partire da 62 anni di età, con penalizzazione del 1,5% per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni.
  • Analogamente alla flessibilità di uscita anticipata possibilità di restare al lavoro oltre i 66 anni e fino a 70 con un incremento del 1,5% annuo.
  • Rendere definitivi gli istituti di Opzione Donna e Ape Sociale.
  • Implementazione della pensione integrativa con benefici fiscali fino al 50% di quanto versato.
  • Pensione di garanzia per giovani, donne e per chi svolge lavoro di cura.
  • Per i dipendenti pubblici erogazione del TFR/TFS entro sei mesi dalla cessazione del rapporto del lavoro.
  • Flessibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro senza penalizzazioni per casi particolari di disoccupazione, lavori usuranti, malattia e invalidità.
  • Riscatto agevolato della laurea con costi dimezzati del 50% e benefici fiscali fino al 50% di quanto versato; oppure, in alternativa, contribuzione figurativa del corso legale degli studi universitari.
  • Coefficienti di trasformazione rivalutati in aumento.

Inoltre, per i già pensionati che sono la categoria più fragile e che stanno subendo più di tutti gli effetti della crisi:

  • Indicizzazione al 100% delle pensioni in seguito all’inflazione reale, ed estensione dalla no tax area fino a 10.000 €, eliminazione delle addizionali regionali e comunali per redditi imponibili fino a 30.000 € e dimezzamento per redditi imponibili da 30.000 a 40.000 €.

Questa proposta sopra evidenziata, a cura del gruppo UTP utp.gruppo@gmail.com non pretende di essere risolutiva nella difficilissima partita che si sta giocando in questi mesi per dare ai cittadini italiani una nuova ed equa riforma previdenziale ma può essere un valido spunto di riflessione di cui i nostri governanti dovrebbero tenere conto.

Pubblicato su: Pensioni Per Tutti

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